Il Tirreno

Pistoia

ieri incontro tra comune bcc

Piscina di Vignole, lavori fermi

In liquidazione l’azienda che si è aggiudicata l’appalto dell’Uisp

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QUARRATA. «Il primo tuffo in piscina a primavera 2012». Così era stato annunciato il 29 ottobre 2010 in occasione della posa della prima pietra nell'area dietro la Bcc di Vignole che dovrebbe accogliere il centro sportivo polifunzionale. I lavori dovevano durare quindici mesi, ma la primavera 2012 è arrivata e invece del taglio del nastro si annuncia lo stop del cantiere per la messa in liquidazione della ditta esecutrice selezionata dalla Uisp, la Cepa di Pontassieve.

Da febbraio i lavori sono fermi e lo rimarranno fino a che Uisp Firenze non troverà un'altra azienda a cui affidare i lavori.

Anche senza liquidazione, comunque, l'opera era ben lontana dalla conclusione: per ora infatti sono stati solamene eseguiti gli scavi: di costruito non c'è proprio nulla se nonquella "prima pietra" posata con tante speranze un anno e mezzo fa.

Il Comune e la Bcc di Vignole, che contribuiscono alla realizzazione dell'intervento, si sono incontrati ieri mattina per affrontare la questione, alla presenza del sindaco Sabrina Sergio Gori, del presidente della Bcc Giancarlo Gori, del direttore Elio Squillantini e dei tecnici comunali che hanno condiviso la speranza che Uisp provveda quanto prima a rimpiazzare la ditta.

«Uisp Firenze avrebbe dovuto mandarci un report periodico sullo stato dei lavori - spiega il sindaco Gori -. Questo è avvenuto fino a poco tempo fa, poi non ci è più arrivato, io dunque mi sono mobilitata per capire cosa stava accadendo e alcuni giorni fa ho avuto la notizia della liquidazione».

Il centro polifunzionale dovrebbe sorgere su un'area di 6.590 metri quadrati di cui 2.647 coperti e i rimanenti a parcheggio.

Il progetto ha un costo di 4.745.589 euro di cui 1.718.400 euro (il 36%) della Regione (attraverso il Piuss) e 3.027.189 euro (il 64%) di privati; tra cui la Uisp, e la Bcc che partecipa con una sponsorizzazione venticinquennale di circa 2,5 milioni di euro.

In quindici mesi sono stati più gli intoppi che le costruzioni a caratterizzare l'opera: prima il problema dell'approvvigionamento idrico con l'esigenza che Publiacqua realizzasse una tubatura idonea che portasse l'acqua fino a Vignole, poi quello del rischio idraulico e la necessità di realizzare una mini cassa di espansione che raccogliesse l'acqua non più assorbita dal terreno cementificato.

Infine il problema degli espropri e le diatribe con un'azienda confinante. Risultato: il tuffo in piscina per i quarratini è rimandato.

Marta Quilici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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