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Illecito l’abbattimento di 57 alberi nella discarica del Cassero la Corte di Cassazione dà ragione a Legambiente e Forum
PISTOIA. La Corte di Cassazione dà ragione a Legambiente e Forum Ambientalista sull’illecito abbattimento di 57 alberi nella discarica del Cassero. Sarà il giudice civile a dover quantificare l’entità...
PISTOIA. La Corte di Cassazione dà ragione a Legambiente e Forum Ambientalista sull’illecito abbattimento di 57 alberi nella discarica del Cassero. Sarà il giudice civile a dover quantificare l’entità del danno ambientale e le spese legali che dovranno essere pagate da Pistoiambiente. Si è concluso il processo che vedeva coinvolti il presidente di Pistoiambiente Roberto Talini e il direttore tecnico Stefano Somigli. I due vertici della partecipata erano già stati assolti da un punto di vista penale. Sul fronte civile però la Cassazione ha dato ragione a Legambiente e Forum Ambientalista e ha disposto il rinvio al giudice civile. «Durante i lavori di ampliamento della discarica nel 2007 – spiega l’avvocato Nando Bartolomei, legale delle parti civili nel processo in cassazione - furono tagliate 57 piante per far largo a una strada larga 6 metri e lunga 74 che seguiva un percorso non autorizzato: la ia forestale e la polizia provinciale ravvisarono il taglio abusivo degli alberi e il Comune di Serravalle ordinò il ripristino delle piante». A Talini e Somigli erano contestati i reati urbanistico, paesaggistico e di distruzione e deturpamento di bellezze naturali. In primo grado il tribunale di Pistoia assolse Publiambiente. La corte d’appello a gennaio 2011 confermò la prima sentenza. «Da un punto di vista penale l’iter finisce qui – spiega Bartolomei – perché il Pm non ha fatto ricorso. Lo hanno fatto però le associazioni ambientaliste: se le piante sono state tagliate per errore, ciò non significa che non ci sia colpa, ad esempio, di mancato controllo. Sul reato ambientale, inoltre, Publiambiente ha ripiantato gli alberi solo dopo che il Comune lo ha ordinato e non di sua spontanea volontà. Si è poi creato un dissesto ambientale e sono scomparse dall’area alcune specie animali. Il pm Izzo ha richiesto l’annullamento della sentenza di appello.Richiesta accolta nella sentenza della Cassazione. Il giudizio d’appello dunque è stato annullato ai fini civilistici ed è stato disposto il rinvio al giudice civile per la quantificazione del danno ambientale e delle spese legali che dovranno essere sostenute da Pistoiambiente».
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