Sicurezza
Bersani: «Un errore lasciare il Pd»
Il partito non ha ancora ricevuto richieste di cancellazione da parte dei sostenitori di Bartoli
PISTOIA. Poche e secche le parole con cui Pierluigi Bersani ha affrontato la protesta dei 140 iscritti al Pd che hanno stracciato la tessera dopo il “caso Bartoli”. «Non credo – ha detto il segretario generale del partito, rispondendo alle domande dei giornalisti – che la risposta possa essere: vado fuori. Spero che ci ripensino; ma se uno vuol discutere non se ne va, altrimenti non discute più».
Tutto qui lo spazio riservato da Bersani alla rivolta dei tesserati che avevano scelto proprio la vigilia della visita in città del segretario generale per rendere pubblico il loro clamoroso gesto. In 140 hanno annunciato l’abbandono del partito per protesta contro l’esclusione di Roberto Bartoli, candidato sconfitto da Bertinelli alle primarie del centrosinistra, dalla lista del Pd per il prossimo consiglio comunale. Un partito e dei segretari (quello comunale, Bruni, e quello provinciale, Niccolai) accusati senza mezzi termini di tutelare soprattutto interessi personali, in un quadro complessivo di grave mancanza di democrazia. Tututte accuse subito respinte dagli interessati. Ma la rivolta ha destato anche la preoccupazione di Vannino Chiti, che attraverso una nota ha stigmatizzato gli errori compiuti nella vicenda pistoiese e la sostanziale impotenza dimostrata dai dirigenti, a tutti i livelli. Il segretario Bersani, però, ha preferito non dare molto spazio alla vicenda e si è limitato alle poche battute sollecitategli dai giornalisti.
Per il resto il suo pomeriggio pistoiese Bersani l’ha passato in una stanza del circolo Pd AnsaldoBreda (stipata di giornalisti e fotografi) a parlare con gli esponenti della Rsu dell’azienda di via Ciliegiole (vedi articolo a fianco). Un incontro di oltre mezz’ora, iniziato poco dopo le 19. Quindi Bersani si è diretto in auto al circolo Arci di Ponte alle Tavole, dove lo attendevano oltre quattrocento persone per la cena elettorale a sostegno della candidatura a sindaco di Samuele Bertinelli.
Appena entrato, si è incontrato con un gruppo di sindacalisti della polizia , che insieme al sindaco Renzo Berti e all’onorevole Lido Scarpetti, gli hanno parlato della situazione della nuova questura e dell’emergenza provocata dall’improvviso stop deciso dal ministero dell’interno al trasloco degli attuali uffici di via Macallè nella nuova sede ormai quasi pronta, all’ex Breda. Ai rappresentanti di Coisp, Silp per la Cgil e Siap Bersani ha manifestato stupore per la vicenda e per come i poliziotti sono costretti a lavorare nell’attuale collocazione e ha promesso di parlarne con il ministro dell’interno Cancellieri. Poi, finalmente, Bersani ha potuto sedersi a tavola.
Tornando al Pd, il partito ieri ha chiarito che al momento nessuno ha riconsegnato la tessera o chiesto di essere cancellato dall’elenco iscritti. I nomi dei 140 ribelli appartengono per lo più al circolo del centro storico (112) e una piccola parte a quelli delle Casermette (11) e Bonelle (7); i neoiscritti nel 2011 sono 61 e 8 risulterebbero addirittura non essere stati mai iscritti al Pd.
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