Sicurezza
Uno strascico di veleni dopo le primarie
PISTOIA. 8 novembre: Roberto Bartoli annuncia che parteciperà alle primarie del centrosinistra per la carica di sindaco. 15 dicembre: ottenute le firme, Bartoli inizia la campagna elettorale. Tra le...
PISTOIA. 8 novembre: Roberto Bartoli annuncia che parteciperà alle primarie del centrosinistra per la carica di sindaco.
15 dicembre: ottenute le firme, Bartoli inizia la campagna elettorale. Tra le prime uscite, l’accusa a Bertinelli (candidato dalla maggioranza dell’assemblea comunale Pd) di aver preso parte alla cementificazione di Pistoia negli anni passati e la valutazione contocorrente («vendere non sarebbe una sciagura») sull’ipotesi di cessione di AnsaldoBreda.
29 gennaio: alle primarie votano 12.453 pistoiesi. Vince Bertinelli con il 44%, a sorpresa Bartoli è secondo con il 28% (3.475 voti).
31 gennaio: Bartoli commenta soddisfatto il risultato e assicura che «non ci saranno contaminazioni» per il suo movimento.
7 febbraio: il professore assicura che non presenterà nessuna lista autonoma. Sembra ci sia spazio per un accordo con il Pd, ma pochi giorni più tardi nascono i primi problemi. Bartoli sottolinea che se chi ha perso le primarie non può accampare diritti, chi le ha vinte non può fare epurazioni. Sotto – si saprà dopo – c’è una richiesta di sette posti nella lista per sé e per i suoi sostenitori, che trova molte resistenze dentro il Pd.
6 marzo: è l’assemblea dell’Unione comunale in cui il segretario Paolo Bruni dichiara “inopportuna” una candidatura di Bartoli (non ci sono problemi di principio, invece, che “si è mosso in modo correntizio” e ha dato vita ad una “campagna infondata” contro la segreteria. Bartoli ripete che le “epurazioni sono inaccettabili”.
20 marzo: l’assemblea dei sostenitori di Bartoli vota (37 sì contro 10 no) la creazione di una lista civica. Bartoli prende tempo: le risorse economiche ed umane non gli sembrano adeguate allo sforzo richiesto.
28 marzo: Bartoli rinuncia alla creazione di una sua lista civica ma rinnova la dura critica al Pd locale e lascia il partito.
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