Il Tirreno

Pistoia

Riesplode il caso Bartoli In 139 dicono addio al Pd

di Fabio Calamati
Riesplode il caso Bartoli In 139 dicono addio al Pd

Accuse ai segretari Niccolai e Bruni: «Basta con la tutela di interessi personali» La replica: «Insinuazioni gravi e infondate». E stasera in città arriva Bersani

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Puramente casuale o sottilmente calcolato che sia, il gesto di restituire le tessere del partito il giorno che in città arriva il segretario nazionale non fa che rendere ancora più clamorosa la protesta. A firmarla, 139 sostenitori di Roberto Bartoli, il professore universitario sconfitto da Samuele Bertinelli nelle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco e successivamente escluso dalla lista Pd per il consiglio comunnale. «Motivo della nostra decisione – si legge nel documento, firmato (“per ragioni tecniche”) solo da 20 persone – è il trattamento da noi subito, come minoranza interna al Pd pistoiese e come sostenitori di Roberto Bartoli da parte della maggioranza uscita dall'ultimo congresso e dalle stesse primarie». I nomi sono quelli di Massimo Alby, Caterina Baldi, Martino Baldi, Massimo Baldi, Francesco Bartolini, Giorgio Bartolini, Giuseppina Beacci, Floriano Beneforti, Grazia Biagini, Rossella Biagini, Annunziata Bianconi, Giorgio Cappelli, Tamara Bracali, Lorenzo Cristofani, Valentino Durante, Nicola Cappelli, Romano Fedi, Simone Gori, Giacomo Sguazzoni, Massimo Talone. In totale gli iscritti al Pd pistoiese sono 1.032.

I sostenitori di Bartoli rimproverano in particolare i segretari provinciale Marco Niccolai e comunale Paolo Bruni di aver ripetutamente mancato «al loro ruolo di garanti e di coordinatori dell'intero partito» e di aver difeso «con programmatica continuità e crescente spudoratezza, almeno a partire dallo scorso autunno» gli «interessi, per lo più personali, di alcune figure di spicco della maggioranza del partito».Un tradimento vero e proprio, insomma, concretizzatosi nella esclusione di Bartoli dalla lista dei candidati Pd al consiglio comunale.

«Non è accettabile – osserva il documento – che... la maggioranza interna utilizzi il partito e, a fortiori, le istituzioni per tutelare interessi e ambizioni privati, in un gioco che non ha nulla a che fare con la buona politica e con la democrazia. Al comportamento iniquo e anti-democratico degli organi dirigenti, si allinea evidentemente quello di Samuele Bertinelli, programmaticamente deciso a ignorare questa emergenza democratica che nulla ha a che spartire con logiche personalistiche e ambizioni individuali - ciò che invece si potrebbe imputare proprio alla sua decisione di non affrontare il problema».

I sottoscrittori spiegano che era loro intenzione rimandare il clamoroso gesto a dopo le elezioni. Ma recenti interventi pubblici di Paolo Bruni (colpevole, secondo i firmatari, di aver sminuito il numero dei seguaci di Bartoli nell’uscita dal partito) e di Samuele Bertinelli (a cui si rinfaccia il non aver risposto alle polemiche suscitate dal caso) «ci hanno indotto a sciogliere più rapidamente del previsto le nostre riserve».

Immediata la replica di Marco Niccolai e Paolo Bruni. Che ricordano innanzitutto come alcuni dei firmatari «si sono iscritti a dicembre 2011, immaginiamo principalmente per supportare la candidatura di Roberto Bartoli, mentre altri non sono più iscritti da anni». Ma, soprattutto, parlano di «insinuazioni gravi e inaccettabili, proprio perché gratuite e infondate, tese ad un discredito allo stato puro di questo partito, dei suoi iscritti e di chi lo dirige. Esse ritornano al mittente alla stessa velocità di un boomerang».

I segretari rimproverano a Bartoli l’«azione di guerriglia» portata avanti in consiglio comunale contro la giunta Berti o l’utilizzo come strumento di lotta politica del «mettere in discussione l’onorabilità delle persone». «Se mettere uno stop a questi comportamenti è per qualcuno titolo di demerito, siamo a ricordargli che questa non è certo “buona politica” ma una politica vecchissima e logora, sicuramente non più credibile». I due segretari concludono invitando a lavorare per la campagna elettorale e ad occuparsi dei problemi dei cittadini. «È questo che ci chiedono i nostri iscritti e i nostri elettori». Critico con i “bartoliani” anche il segretario regionale Manciulli, che parla di «scelta sbagliata» soprattutto perché avviene nel pieno della campagna elettorale.

In questo clima arroventato oggi sarà in città il segretario nazionale Pd Pierluigi Bersani, in una iniziativa elettorale in appoggio al candidato sindaco del centrosinistra Samuele Bertinelli. Bersani alle 19,30 è atteso all’AnsaldoBreda. Alle 20, invece, Bersani parteciperà alla cena elettorale organizzata al circolo Arci di Ponte alle Tavole.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa