Il Tirreno

Pistoia

Albanesi super-tecnologici svuotavano i cambiasoldi

di Massimo Donati
Albanesi super-tecnologici svuotavano i cambiasoldi

Arrestati dai carabinieri in un bar: avevano addosso un congegno elettronico utile per prelevare le monete senza inserire nella macchinetta le banconote

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PISTOIA. Cinque pile collegate, in serie, a un telecomando, dotato, a mo’ di antenna, di un cavo di rame arrotolato a spirale. Era con questo artigianale ed ingegnoso congegno, che passava attraverso una manica della giacca, che i due giovani albanesi riuscivano a svuotare le macchinette scambiasoldi di bar e circoli. Ma l’altro pomeriggio, i due - 20 e 22 anni - sono finiti in manette, arrestati in flagrante dai carabinieri di Pistoia, avvertiti dai titolari di un bar della periferia ovest della città. Ii militari dell’Arma li hanno sorpresi con addosso il congegno elettronico che, avvicinato alla macchinetta, faceva uscire le monete senza inserire alcuna banconota.

Erano volti a loro familiari quelli dei due giovani albanesi, e i titolari del Bar Crudelia di via Borgognoni li avevano già notati diverse volte intenti a giocare con le videolottery e le slot-machine all’interno del locale. Ma, guarda caso, dopo le visite dei due giovani, si scoprivano ammanchi di denaro negli scambiatori automatici di monete.

Quindi, alcuni giorni fa, durante la Settimana santa, vedendoli per l’ennesima volta nelle vicinanze dell’apparecchio e temendo fosse in atto l’ennesimo furto, i titolari hanno chiamato i Carabinieri.

Sul posto sono accorsi immediatamente i militari del Norm della Compagnia di Pistoia che hanno potuto così cogliere i due giovani nella flagranza del furto.

Per svuotare la cassa della macchinetta scambiasoldi si servivano di un ingegnoso congegno elettronico, di evidente fattura artigianale, composto da 5 batterie da 9 volt collegate in serie che, alimentando un telecomando, permetteva loro di mandare un impulso allo scambiatore tramite una sorta di antenna composta da un filo di rame avvolto a spirale: l’impulso inviato mandava in tilt la centralina dell’apparecchio che così erogava le monete senza che venissero effettivamente inserite le banconote da cambiare. Il pacco delle batterie era nascosto addosso a uno dei due, mentre, grazie al lungo cavo fatto passare attraverso la manica della giacca, il telecomando veniva tenuto in mano e appoggiato sulla scambiasoldi.

I due si trovano agli arresti domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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