La protesta
Tanti pistoiesi tra i partigiani accolti come liberatori
PISTOIA. La battaglia decisiva del 10 aprile, che si commemorerà oggi ad Alfonsine, era stata preceduta, all’inizio di marzo, dal duro scontro di Torre Primaro. I comandi inglesi si convinsero del...
PISTOIA. La battaglia decisiva del 10 aprile, che si commemorerà oggi ad Alfonsine, era stata preceduta, all’inizio di marzo, dal duro scontro di Torre Primaro. I comandi inglesi si convinsero del valore dei nostri soldati al punto da affidare loro il compito dello sfondamento delle linee nemiche. Al fianco del “Cremona” operava la brigata partigiana Gordini comandata da “Bulow”, decorato con medaglia d’oro dal comando inglese sul campo di battaglia. Un pistoiese, Dumas Remoli, così ricorda quel mattino del 10 aprile. E un generale del Cremona, Ettore Musco, così descrive l’ingresso dei cremonini in Alfonsine. Insomma, la popolazione di Alfonsine aspettava la liberazione dai soldati inglesi, ma scoprì con giubilo che a farlo erano stati i fratelli italiani. Sempre in quei momenti, gli altri gruppi di combattimento furono impegnati nello sfondamento delle linee nemiche su tutto il fronte emiliano: il Legnano e il Friuli liberarono Bologna mentre la Folgore aveva loro aperto la via con la cruenta, terribile battaglia di Case Grizzana. Anche in questi gruppi vi erano numerosi pistoiesi. Tanto per citarne alcuni: Mario Innocenti e Attilio Ciantelli nella Folgore, Sergio Tesi e il poeta bonellino Damasco Capecchi nel Legnano, così come i montanari Emore Mori, Pacelli, Bolognini e tanti altri. Sono ancora molti i nostri concittadini viventi, reduci da quelle imprese: fra questi Ivo Teglia di Borgo a Buggiano, Ermanno Pistolozzi di Cutigliano, Mario Favi e Gualtiero Degl’Innocenti di Pistoia e altri ancora. E’ aperta da alcuni giorni al circolo Garibaldi in corso Gramsci, una mostra di documenti, fotografie, giornali d’epoca sui Gruppi di combattimento e sui pistoiesi che ne fecero parte. L’ingresso è libero dalle 8 alle 20. È in preparazione anche un volume.
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