Il Tirreno

Pistoia

Sei ex dipendenti sotto processo

Sei ex dipendenti sotto processo

Sono accusati di truffa, ma si difendono: colpa della cattiva organizzazione

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PISTOIA. Il giudice per l’udienza preliminare ha decretato il rinvio a giudizio per i sei tecnici di Publicontrolli. Il processo, con l’accusa di truffa pluriaggravata e peculato, è iniziato il 21 marzo davanti al tribunale collegiale. Le indagini dei carabinieri erano partite già nel 2009, ancor prima quindi che nei confronti degli ispettori di Publicontrolli scattassero i licenziamenti annunciati da Bartoli nel consiglio comunale del giugno 2010. Secondo la Procura, tra il 2005 e il gennaio 2010, i sei si sarebbero sistematicamente assentati da lavoro, durante gli orari nei quali, invece, avrebbero dovuto eseguire i controlli sulle caldaie dei cittadini. Utilizzando inoltre le auto di servizio, sempre secondo il pm, se ne sarebbero andati per i fatti propri: a casa o a svolgere attività sia ricreative che di altro genere. Nel procedimento Publicontrolli si è costituita parte civile per ottenere il risarcimento dei danni economici che, secondo l'azienda, i sei tecnici avrebbero causato. Procedimento in corso anche contro i vertici di Publicontrolli: gli ex presidenti Luciano Del Santo e Renzo Giusti e l’ex amministratore delegato Alessandro Grassini. Diversa la versione dei tecnici, che non ci stanno a passare da capri espiatori: il problema – si sono sempre difesi - sta nell'organizzazione di Publicontrolli, che li spediva a verificare caldaie che non dovevano essere verificate, per colpa della confusione nella gestione. Cosa che loro stessi avevano più volte segnalato. Una gestione dei controlli del tutto inadeguata e causa – sempre secondo i sei tecnici – del difficile andamento economico sfociato poi in una perdita di bilancio nel 2009 di 26.700 euro. Insomma, se Publicontrolli annaspava dal punto di vista economico, la colpa sarebbe stata di una cattiva organizzazione del lavoro, non loro. È vero che i sei tecnici riuscivano a fare poco più di un controllo al giorno, ma non perché timbrassero il cartellino e se ne stessero poi con le mani in mano. La colpa sarebbe stata dell'azienda che li spediva sistematicamente da utenti che avevano autocertificato la loro caldaia e che quindi non dovevano essere verificati in quanto già in regola: secondo un documento allegato al bilancio di Publicontrolli e firmato dall'ex presidente Renzo Giusti, nel 2009 il 60% delle verifiche andava infatti a vuoto.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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