Il Tirreno

Pistoia

Comunità montana sugli ammanchi è l’ora della verità

Oggi la consegna della perizia da parte del super-consulente nel cui mirino c’è l’ex ragioniere economo Giuliano Sichi

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SAN MARCELLO. Dovrebbe essere oggi il giorno della verità. Il condizionale è d’obbligo dopo i continui rinvii che hanno caratterizzato negli ultimi mesi la telenovela dell’ammanco in Comunità Montana. Dopo l'annuncio arrivato dai vertici dell'ente che giovedì 5 aprile sarebbe stato il giorno del deposito della perizia da parte del super-consulente Luca Eller Vainicher, che avrebbe poi dovuto relazionarla il giorno successivo davanti alla giunta riunita, il tutto è stato rimandato. All’incontro di oggi, a cui parteciperanno anche i consiglieri, dovrebbe poi seguire un comunicato ufficiale con qualche dato in più su cosa è successo negli anni nelle casse comunitarie.

Un lavoro molto complesso quello di Eller, sul quale c'è grande attesa in montagna e non solo negli ambienti politico-amministrativi. Le anticipazioni fatte in un’assemblea pubblica lo scorso settembre dal consulente nominato dalla giunta della Comunità montana hanno dato un quadro generico ma sorprendente di ciò che è successo: il 70 per cento dei bilanci «inesistenti, cioè non suffragati da alcuna pezza documentale», il rimanente 30 per cento «palesemente falsi»; L'usanza di «riscuotere direttamente, maneggiando denaro contante», senza lasciare tracce, in barba alle più elementari norme di contabilità pubblica. L'ammanco accertato è superiore al milione di euro, ma altri dieci milioni di spese non hanno pezze giustificative: «Il caos che mi sono trovato davanti è inestricabile, indecoroso e ignobile». Il principale indiziato, e reo confesso, di parte dell'ammanco, è l'ex ragioniere economo. Giuliano Sichi, 57 anni, è entrato a lavorare in Comunità Montana nel 1978 e da allora ha tenuto i conti dell'ente. Dopo lo scandalo scoppiato nel marzo dello scorso anno a seguito di una segnalazione di alcuni dipendenti, Sichi si è dimesso da assessore a Cutigliano e da dipendente della Comunità montana, che comunque lo avrebbe licenziato. Il suo partito, il Pdl, lo ha espulso. Al pm Luca Boccia che lo ha interrogato - è indagato per peculato - ha detto di aver preso un prestito dalle casse della Comunità montana: centomila euro che ha restituito nel luglio scorso, a scandalo ormai avvenuto. Sichi non è nuovo a guai giudiziari. Già una volta è stato indagato, per falso ideologico a proposito di una selezione per maestro di sci alla fine degli anni Novanta. Lui era presidente della commissione giudicatrice e fu accusato di aver favorito alcuni candidati, ma il reato poi cadde in prescrizione. Almeno per un decennio, tra il 2001 e il 2011, Sichi avrebbe spiccato una serie di mandati a suo favore, prelevando i fondi dagli avanzi di cassa e facendo poi risultare regolarmente in bilancio questi fondi. La consuetudine era di riscuotere in contanti, ad esempio quando la Comunità Montana vendeva la legna tagliata nei boschi. E nel passaggio da una mano all'altra tanti soldi potrebbero essersi persi. Ma non sarà facile accertarlo, ecco la ragione della grande cautela degli inquirenti. «Mancano tutti gli allegati alle spese e all'anno ci sono circa tremila mandati di pagamento, capirete che l'indagine è molto complicata perché, addirittura, mancano le figlie sulle matrice» ebbe a spiegare Eller nell'assemblea di settembre. Ora, il punto è capire come ciò sia stato possibile: dov'erano gli amministratori, i sindaci revisori che hanno vistato la regolarità dei bilanci?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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