Attenzione
Caldaie, verifiche esterne per fare utili
L’azienda pubblica conferma fino al 2013 la scelta, anche se non è prevista, per riportare il bilancio in terreno positivo
PISTOIA. In pochi mesi è riuscito a risollevare un’azienda sull’orlo della liquidazione riportandola a “macinare” utili. Un risanamento però che si porta dietro alcune ombre. Per riuscire nell’impresa infatti, Riccardo Bartoli, commercialista e presidente di Publicontrolli dalla primavera 2010, ha dovuto licenziare cinque ispettori dell’azienda per “comportamenti gravissimi” e sub-appaltare a una ditta esterna il controllo degli impianti termici, nonostante il regolamento comunale vieti l’esternalizzazione della verifica delle caldaie. Gli ex-ispettori di Publicontrolli sono stati rinviati a giudizio dalla Procura di Pistoia con l’accusa di truffa pluriaggravata e peculato: il processo è cominciato il 21 marzo. Si difendono sostenendo di essere vittime della cattiva gestione dell’azienda, che li mandava a verificare caldaie già auto-certificate.
Creata da Comune e Provincia nel 2002 per effettuare le verifiche sull'efficienza delle caldaie imposte per legge agli enti locali, Publicontrolli ha chiuso il 2009 e il 2010 in deficit. È tornata a fare utili nel 2011 segnando 100 mila euro di attivo. Un’inversione di tendenza possibile soltanto grazie a scelte drastiche. Tutto comincia nel giugno 2010 quando, durante una seduta del consiglio comunale, l’azienda informa di aver licenziato 5 verificatori (più un sesto che si è dimesso) per scarsa produttività. I cinque, secondo Publicontrolli, facevano una media giornaliera di appena un controllo e mezzo, una tendenza lavorativa che stava portando la società a chiudere il 2010 con un buco di bilancio di 50 mila euro: «Non avevo altra scelta che licenziarli» commentò il presidente Riccardo Bartoli. I sei tecnici si sono sempre difesi sostenendo che la colpa era della cattiva gestione dell’azienda che li spediva a verificare caldaie già auto-certificate e quindi già in regola. Cosa succedeva? Da una parte c’era l’utente che riceveva una lettera di sollecito per compiere un’autocertificazione della caldaia che in realtà era già stata effettuata, e un bollettino per un importo variabile tra i 40 e i 250 euro (a seconda della potenza dell’impianto); dall’altra i verificatori compivano viaggi a vuoto, dato che non potevano controllare un impianto già verificato. Colpa, secondo i sei, di un errato aggiornamento dell’archivio utenti di Publicontrolli. Per correre ai ripari e ottimizzare i costi, nel novembre 2010, il presidente di Publicontrolli Riccardo Bartoli decide di mettere a gara i controlli delle caldaie. A vincere l’appalto è l’azienda esterna SoleLuna che, a sua volta, si serve di tecnici esterni, pagati un tanto a verifica. Qui scattano altre due beffe: la prima è che nel regolamento comunale si specifica che la gestione delle caldaie deve essere eseguita da Publicontrolli o dal Comune stesso, ma non può essere sub-appaltata. La seconda beffa è che la ditta SoleLuna, per effettuare i controlli alle caldaie, ha contattato in passato proprio tre dei sei ex tecnici licenziati da Publicontrolli, proponendogli un’assunzione come liberi professionisti. I tre hanno rifiutato, ma avrebbero avuto un’occasione ghiotta: uscire dalla porta per rientrare dalla finestra a svolgere lo stesso lavoro.
«Affidarci a una ditta esterna era l’unico modo possibile per salvare la società – commenta Bartoli –. La SoleLuna nel 2011 ha effettuato 4.500 ispezioni e le auto-certificazioni già processate sono state 45 mila. Il 2011 si è chiuso in attivo di 100 mila euro, con una riduzione dei debiti da 300 mila a 100 mila euro».
Quello che doveva (e poteva?) essere un superamento “una tantum” del regolamento comunale, dettato dalla critica situazione finanziaria nella quale versava l’azienda, non è stato però un caso isolato. Scaduto il contratto con SoleLuna infatti, nel novembre 2011, Publicontrolli ha messo a gara nuovamente il servizio di controllo caldaie, questa volta su base biennale per il 2012-2013. A vincere la gara è stata Publiservice spa, azienda genovese che ha vinto l’identico appalto anche nel comune di Firenze e Massa. «L’anno scorso esternalizzare il servizio era l’unico modo per far vivere la società – commenta Bartoli –. Ripetere l’affidamento anche quest’anno e il prossimo era l’unica soluzione per tornare a fare utili. Il regolamento comunale va interpretato e non mi soffermerei troppo su questo aspetto: dal prossimo anno penso si possa mettere in atto una gestione mista tra pubblico e privato che nel giro di altri due-tre anni riporti la gestione in mano totalmente pubblica e ci permetta anche di fare un paio di nuove assunzioni. Prima però vanno consolidati i conti».
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