Sicurezza
Più di cento case fantasma sconosciute al fisco
Pubblicato all’albo del Comune l’elenco fornito dall’Agenzia del Territorio Molti ampliamenti e box rurali, ci sono anche tre parrocchie
QUARRATA. Centoquindici case fantasma nel mirino dell'Agenzia del Territorio. Tante sono le costruzioni segnalate dagli 007 del fisco che, dopo aver fotografato dall'aereo tutto il territorio di Quarrata (come quello di tante altre città) hanno comparato i dati emersi dalle immaginI con quelli che risultavano agli uffici del catasto. Il risultato: 115 casi "anomali" in cui lo stato reale dei fabbricati non corrisponde esattamente a quanto dichiarato dai proprietari.
Nome e cognome di tutti i presunti trasgressori o dei "furbetti" del mattone fantasma sono stati individuati, annotati, messi in fila l'uno sotto l'altro in una maxi-tabella e spediti al Comune che, come di regola, li ha affissi sull'albo pretorio. Per capire chi è stato coinvolto e chi è rientrato nell'obiettivo aereo dell'Agenzia del Territorio, basta andare sul sito internet del Comune. Nella sezione "albo pretorio online", cliccando su "atti di provenienza esterna" si trova la cartella inviata dall'Agenzia del Territorio in cui appaiono tre documenti: l'elenco dei 115 immobili fantasma, l'elenco degli altrettanti proprietari o soggetti intestatari dell'immobile e l'avviso di "pubblicazione degli atti relativi all'attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in catasto" siti nel Comune.
Tra questi ci sono anche alcune aziende. Non che siano tutte completamente abusive: presumibilmente si tratta per la maggior parte di ampliamenti non dichiarati di capannoni e tettoie, rimesse e simili. Ci sono anche, incredibilmente, ben tre parrocchie: quella dei Santi Giacomo e Filippo, quella di Montemagno e quella di Campiglio.
Nonostante il fitto elenco, la situazione non è così drammatica come sembra. Spesso infatti non si tratta di vere e proprie "case fantasma", ma piuttosto di tettoie fatte, ma non dichiarate, box eretti in mezzo a un campo, ampliamenti, garage, oppure anche disguidi burocratici che hanno creato un'anomalia tra quanto registrato e quanto esiste effettivamente: a livello provinciale, ad esempio, due volte su tre si tratta di fabbricati nati come rurali - capanne, cascinali, granai - trasformati negli anni (e ristrutturati) a scopo abitativo senza denuncia del cambio di destinazione d'uso. Poche volte si tratta di intere abitazioni abusive. Fino al 2 luglio gli atti sono consultabili online.
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