Toscana
Piove dentro il mercato antiquario infuriati gli operatori
Uno scroscio e dalle strutture della Cattedrale cadono gocce che mettono a repentaglio la merce esposta
Primo giorno del mercato antiquario all’interno della nuova Cattedrale e primo giorno di pioggia vera. Mercato bagnato, mercato fortunato? Da quanto visto ieri mattina, non sembrerebbe proprio. Alle 12,30, con gli espositori tutti disposti nelle 70 postazioni, dieci secondi di una potente raffica di pioggia hanno fatto cadere acqua all’interno sotto forma di piccole gocce cadute dall’asse centrale del soffitto. Non pochi problemi per gli oggetti più delicati sui banchi situati nel corridoio sottostante. Quadri con o senza vetro protettivo, mobili pregiati, stoffe, porcellane, sono stati improvvisamente spruzzati dall’acqua piovana, con grande disappunto dei tanti commercianti che si sono subito attrezzati per coprire gli oggetti con teli e quant’altro. La pioggia ha poi cominciato ad entrare con facilità anche da sotto le porte di sicurezza, creando pozze abbastanza grandi da raggiungere i mobili appoggiati alle pareti della Cattedrale. Ancora più preoccupanti sono apparsi i rigagnoli di acqua che dalle finestre poste in alto sono scesi fino a terra e che, oltre a sporcare le pareti, creando uno spettacolo non degno di una struttura moderna, sono arrivate anche a minacciare di bagnare le prese di corrente a muro, situate dietro i banchi. Alcuni espositori, nei minuti subito precedenti alla raffica, avevano peraltro lamentato la scarsa promozione dell’evento. Va detto però che fino all’arrivo dello scroscio gli espositori avevano usato parole di apprezzamento per la nuova collocazione, chiedendo solo piccole migliorie tecniche come l’allargamento dei corridoi per il passaggio dei clienti e un punto ristoro che, comunque, dovrebbe essere pronto per Settembre. In molti avevano sottolineato la correttezza del Comune nel rispettare i tempi di consegna, ma anche questo punto andrebbe rivisto alla luce dei fatti di ieri. Sono bastate alcune gocce di pioggia per far traboccare la grande goccia di malcontento dei commercianti: “mi faccio ridare indietro i soldi”, “ora mi devono ripagare la merce”, “il classico lavoretto all’italiana” sono alcune delle frasi pronunciate poco dopo la fine della raffica da alcuni espositori storici .Operano nei mercatini pistoiesi da oltre vent’anni e speravano di aver trovato una casa dalla quale non sarebbe mai stato possibile sfrattarli.
Ma il problema vero arriva ora, poiché non sarà facile intervenire su di una struttura già completata, in previsione anche dei mercatini invernali nei quali, oltre che all’acqua, ci si dovrà preoccupare del vento e del freddo.
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