Sicurezza
Breda, sfida asiatica ora anche i cinesi vogliono comprare
Sarebbe una sfida tutta asiatica, tra il colosso economico giapponese Hitachi e la cinese China South Locomotive & Rolling Stock Corporation Limited, quella per l’acquisto di Ansaldo Breda e della sua ben più preziosa e corteggiata sorella Ansaldo Sts
PISTOIA. Sarebbe una sfida tutta asiatica, tra il colosso economico giapponese Hitachi e la cinese China South Locomotive & Rolling Stock Corporation Limited, quella per l’acquisto di Ansaldo Breda e della sua ben più preziosa e corteggiata sorella Ansaldo Sts. Alcune indiscrezioni apparse sul Sole 24 Ore parlano infatti di un’offerta fatta al management italiano di Finmeccanica dalla grande multinazionale cinese di proprietà statale (China Southern Railway) e di presunti contatti tra i vertici delle due aziende. La notizia segue di pochi giorni quella circa l’interessamento del colosso giapponese Hitachi all’acquisto del 50% del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano. Per entrambi, comunque, l’obiettivo sarebbe quello di mettere le mani sul "gioellino" Ansaldo Sts che si occupa di segnalamento e di entrare, tramite AnsaldoBreda nel mercato ferroviario europeo. La Fiom storce il naso e avanza un dubbio: «Non è che si tratta di una tattica per alzare il prezzo sul mercato di AnsaldoBreda e piazzarla meglio alla giapponese Hitachi?» si chiede Nicola Riva, segretario Fiom Pistoia che aggiunge: «Voci su voci, indiscrezioni su indiscrezioni; la verità è che il Cda di Finmeccanica non è credibile, soprattutto fino a quando continueranno ad emergere notizie relative a scandali e rapporti economici e politici poco chiari». Il riferimento è alle ultime notizie che vedrebbero comparire anche Finmeccanica nello scandalo che ha travolto la Lega Nord. Secondo quanto riportato ieri da Il Messaggero, infatti, per i magistrati napoletani che seguono l’inchiesta esisteva un sistema di corruzione intorno a Finmeccanica e alle controllate Augusta Westland e Selex. Nelle attenzioni dei magistrati c’è in particolare un’operazione di affitto di alcuni capannoni di proprietà di Marco Reguzzoni, uomo vicino a Umberto Bossi e vicesegretario della Lega, ad Augusta Wesland ad un prezzo esorbitante: 5 milioni di euro. L’operazione fu eseguita ai tempi in cui Giuseppe Orsi, attuale Ad di Finmeccanica, era a capo di Augusta. Per i magistrati, dietro questo affitto così caro per l’azienda, poteva celarsi una forma di finanziamento alla Lega.
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