Il Tirreno

Pistoia

Pasqua amara, gli alberghi sono vuoti

di Elisa Valentini
Pasqua amara, gli alberghi sono vuoti

Il sindaco Danti: «Un calo del 35-40%». Pochissime le prenotazioni e c’è chi decide di tenere chiuso

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ABETONE. Delusione. Basta una parola per descrivere lo stato d'animo degli operatori turistici che avevano risposto nella Pasqua una qualche speranza di dare una svolta positiva alla stagione, così da alleviare, almeno in parte, le lacrime amare versate sui cali vertiginosi di sciatori. Niente da fare. Per il momento, solo l'erbetta verde e la prima fioritura ravvivano la primavera sulla montagna pistoiese che, quanto a presenze turistiche, si prospetta nera non meno dell'inverno.

Il grido di allarme arriva dagli albergatori locali: voci singole parlano all'unisono di crisi profonda che, se da un lato rispecchia l'andamento a livello nazionale, dall'altro soffoca una montagna di per sé economicamente fragile. «Così, a occhio, direi che ci aggiriamo sul meno 35-40%» risponde il sindaco di Gianpiero Danti, interrogato sull'affluenza prevista nelle strutture ricettive di Abetone per il weekend di Pasqua rispetto allo stesso periodo del 2011. «Abbiamo fatto di tutto per mantenere la neve, ma contro la pioggia primaverile si può poco. Per le festività di Pasqua gli impianti saranno aperti, ma la neve sulle piste cala di giorno in giorno. Si dice sempre: mai dire mai, la primavera ha riservato tante volte dei ritorni di gelo. Per adesso, tuttavia, le previsioni non parlano di neve e di questo passo dovremo annullare la Coppa del mondo master prevista per il 14 e 15 aprile».

Negli alberghi, il silenzio è quasi imbarazzante: camere vuote e telefono inanime non parlano certo di alta stagione. «Le nostre prenotazioni ammontano ad una camera singola. Speriamo che almeno quel cliente si presenti – ironizzano i titolari dell'Hotel Miramonte di Cutigliano – sarà una Pasqua in famiglia, come oramai accade da qualche anno. Quest'anno, tuttavia, siamo all'estremo e anche i clienti dell'inverno si contano sulle dita di una mano». I dati osservati in altri hotel non sono più rosei: si oscilla fra una e 5 camere prenotate, fino al caso estremo di strutture che rimarranno chiuse.

Non resta che guardare il problema in faccia ed interrogarsi sulle cause. «Non è vero che tutte la montagne si spopolano – riprende Danti – alcune si arricchiscono grazie ai numerosi investimenti. La montagna pistoiese invece si spopola perché è debole e trascurata. Non si è fatto niente per arginare l'esodo dopo la chiusura delle industrie e negli anni '70, '80 e '90, quando c'erano risorse da investire, nessuno si è preoccupato della montagna. Oggi paghiamo il conto. Le società che avevano investito oltre 50 milioni nel rifacimento impianti di risalita faticano a pagare i mutui. Finché c'è neve si sbarca il lunario, ma appena la stagione va storta si rischia tutti. A partire dalle centinaia di persone che, fra impianti , alberghi e rifugi, trovano regolarmente lavoro stagionale ad Abetone. Solo la Regione lo ha capito e ci sta aiutando nei limiti del possibile».

Fra aprile e maggio arriveranno sulla montagna pistoiese alcune comitive di studenti in soggiorno verde scolastico. Tali gruppi, oltre a visitare l'Ecomuseo e altre attrazioni del territorio, soggiorneranno in albergo per 2 o 3 notti dando lavoro, ed un po' di respiro, al sistema ricettivo. Ma quando si lavora con le scuole si sa, occorre scendere a compromessi e i bassi prezzi praticati non permettono di compensare il calo di turisti individuali. «Federalberghi parla di una Pasqua di crisi e miseria – prosegue il presidente del consorzio Apm Giuliano Tonarelli – la prima colpa è dei nostri politici e governanti che sono capaci soltanto di chiedere sacrifici ai cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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