Il dolore
Una strada ricorderà le sorelle partigiane
PISTOIA. La città intesterà una strada alle sorelle partigiane Lina e Liliana Cecchi. La decisione, proposta dalla commissione toponomastica, è stata accolta in una delle ultime riunioni della...
PISTOIA. La città intesterà una strada alle sorelle partigiane Lina e Liliana Cecchi.
La decisione, proposta dalla commissione toponomastica, è stata accolta in una delle ultime riunioni della giunta comunale. La strada prescelta è quella interna alla lottizzazione Peep dell’area Pallavicini, da via Ginetta Chirici per 66 metri verso ovest, a fondo cieco.
Le altre proposte della commissione toponomastica riguardano l’intitolazione di un giardino al politico Dino Fabbri (1897-1984), che darà il suo nome allo spazio verde all’angolo tra via Gherardini e via Sestini; e l’intestazione di un altro spazio verde, questa volta a San Felice , all’ex parroco della frazione don Alfonso Muratori. Si chiama già così la piazza antistante la chiesa, ma quello – sottolinea la commissione toponomastica – è stato un errore, la volontà del paese era per l’intitolazione del giardino pubblico.
Comunque la decisione di maggior impatto in città pare senz’altro quella relativa alle sorelle Cecchi, due figure molto note nella Pistoia del dopoguerra. Lina e Liliana Cecchi, nate entrambe nel quartiere di San Marco, figlie di un modesto commerciante antifascista e perseguitato dal regime, dopo il settembre 1943 non esitarono ad unirsi alle forze partigiane, prendendo parte attiva alle operazioni contro le truppe nazifasciste, nonostante avessero appena 21 anni Liliana e addirittura 17 la sorella.
La loro presenza tra i partigiani è immortalata in una famosa immagine, scattata da un fotografo americano il giorno della liberazione di Pistoia, in cui si vedono Liliana in primo piano e la sorella Lina con un’arma in spalla.
Dopo la guerra, Liliana lavorò fino alla pensione in Comune e si dedicò poi al volontariato in favore dei più deboli fino alla morte, avvenuta nel 1998. Quattro anni dopo anche Lina Cecchi seguì la sorella.
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