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Si rinnova l’antica tradizione della Festa della farina dolce

Si rinnova l’antica tradizione della Festa della farina dolce

PITEGLIO. Anche quest’anno la Pasquetta sarà allietata da una merendina da leccarsi i baffi. Torna il 9 aprile prossimo la Festa della farina dolce, goloso evento che da tempo immemorabile segna il...

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PITEGLIO. Anche quest’anno la Pasquetta sarà allietata da una merendina da leccarsi i baffi.

Torna il 9 aprile prossimo la Festa della farina dolce, goloso evento che da tempo immemorabile segna il lunedì dell’Angelo a Piteglio. Necci, castagnaccio, polenta dolce e chi più ne ha più ne metta: tante delizie, non solo a base di castagne, saranno servite lungo le vie del borgo, secondo un’usanza che si perde nella notte dei tempi.

Se chiedete agli anziani paesani di Piteglio qualche informazione sulle origini della festa, infatti, vi sentirete rispondere con spontaneità: «S’è sempre fatta, quando si tornava dalla Maremma si festeggiava, si ballava e si faceva la polenta …».

Non ci sono documenti che attestano la nascita di questa festa popolare. Si ipotizza un composto di sacro e profano, che fa coincidere l’inizio della primavera con i festeggiamenti legati alla Pasqua e con riti di benedizione dei campi e dei boschi.

La giornata di festa di lunedì pèrossimo inizierà con la Santa Messa nella Vecchia Pieve, chiesa dell’anno Mille che conserva al suo interno la reliquia del latte della Madonna, che sarebbe stata portata a Piteglio da un crociato di ritorno dalla Terra Santa.

Proprio dalla processione per la Madonna del Latte - che anticamente si svolgeva il 24 marzo, per poi essere spostata al Lunedì dell’angelo per concelebrare il ritorno a casa di molti paesani che facevano i boscaioli o i carbonai dalle Maremme – deriverebbe l’usanza di festeggiare la Pasquetta in convivialità.

Dalle 14 in poi, i festeggiamenti proseguiranno con la preparazione di varie specialità distribuite in tre diversi punti del paese: necci e castagnacci (Casa della Musica), frittelle (Aia Grande), polenta dolce cotta nei paioli (in piazza come tradizione).

Allieteranno la festa musica e balli popolari del gruppo “La Quadriglia”.

Vi sarà inoltre la possibilità di visite guidate alla Chiesa, con l’apertura straordinaria della Torre campanaria.

Per le vie del paese si terrà un mercatino con altri prodotti tipici locali: pecorino a latte crudo, ricotta, miele, marmellate e grappe ricavate dai prodotti del sottobosco.

Nella Volta dei Fabbri, infine, sarà allestita una mostra di foto ed attrezzi per la lavorazione della castagna. I frutti di Piteglio, infatti, sono sempre stati molto adatti alla produzione di farina. Non è un caso che i piteglini venissero chiamati “gli affumicati” : in paese ogni casa aveva il caniccio il cui fumo, in autunno, circondava tutto il paese.

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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