Il dolore
«Il debito Spes? Un piano di rientro solido»
Il presidente Stefano Marini replica alle perplessità espresse da Capecchi e Semplici (Pdl)
PISTOIA. Pronta replica del presidente della Spes Stefano Marini ai dubbi avanzati dai consiglieri comunali Pdl Capecchi e Semplici sul piano di rientro dal debito di quasi 3 milioni di euro che l’ente ex Ater ha nei confronti della Regione.
Del piano si è parlato nei giorni scorsi in una riunione del Lode, l’assemblea dei Comuni (tutti quelli pistoiesi eccetto Abetone) che si servono della Spes per la gestione dei loro alloggi. I tre cespiti principali sono una decina di alloggi già pronti a Pescia, i futuri affitti provenienti dagli appartamenti ex Ricciarelli (ancora da costruire) e gli incassi che Spes conta di realizzare fornendo all’esterno i servizi progettuali dei proprio ufficio tecnico. Secondo gli esponenti Pdl le tre voci sarebbero tutt’altro che certe nella loro concretizzazione.
Marini, ovviamente, non la pensa così. «Non capisco perché dicano queste cose – sottolinea – forse perché il contenuto esatto del piano non è stato correttamente riportato ai due esponenti politici. Infatti le nostre case a Pescia, per dire, non intendiamo cederle al Comune. La nostra idea è o di passarle al patrimonio Erp o di collocarle sul mercato, visto che la domanda ricomincia ad esserci. In entrambi i casi il Comune di Pescia non dovrà sborsare nulla».
Nient’affatto incerte sarebbero anche le entrate legate all’operazione ex Ricciarelli, anche se i 22 alloggi che la Spes vorrebbe costruire sono ancora sulla carta per problemi che hanno spinto l’azienda vincitrice della gara a rinunciare all’appalto.
«Siamo pronti a rifare il bando – annuncia Marini – dopo di che si tratterà soltanto di attendere la realizzazione di quegli alloggi. E se anche andasse deserta la gara, non escludiamo di operare direttamente, la Spes ha il bilancio sano...».
Terzo punto, la progettazione. Il Pdl si chiedeva come farà la Spes a progettare per altri senza assumere nuovi tecnici... «In realtà – spiega Marini – i nostri tecnici in questi anni hanno lavorato sodo per i nostri interventi, ma alla fine del 2012 il carico di lavoro si ridurrà notevolmente. Allora, credo sia meglio per tutti se le loro capacità venissero messe al servizio dei Comuni soci, visto anche che la qualità del lavoro dei nostri uffici è riconosciuto. Così, senza assolutamente alcuna assunzione, potremmo incamerare delle risorse utili ad estinguere il nostro debito con la Regione».
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