Sicurezza
Chiude la palestra, in 500 a bocca asciutta
Clienti decisi a denunciare il titolare pistoiese per riavere i soldi già pagati per gli abbonamenti
PRATO. Se fosse successo il giorno prima, forse qualcuno avrebbe creduto nel proverbiale pesce d'aprile. E invece l'amara verità con cui lunedì si sono scontrati i circa 500 abbonati della palestra "Freeline"di Prato è contenuta in un cartello affisso sulla vetrata della struttura di via Franchi: "Ci scusiamo per l'inconveniente", per liquidare i clienti e invitarli a rivolgersi a due altre palestre cittadine (la Body Planet e l'Universo) per smaltire gli eventuali abbonamenti in corso.
E così sono rimasti a bocca asciutta i tanti pratesi che lunedì scorso si sono affacciati qui per la consueta lezione di pilates o yoga, oppure per scaldare i muscoli e rimettersi in forma in vista della bella stagione. E che, come per ogni formula di abbonamento che si rispetti, avevano già anticipato il denaro alla palestra per frequentare corsi o sala attrezzi.
Pistoiese d'adozione, il titolare della società "Freeline" srl, Salvatore Scicchitano, ha fatto perdere ogni traccia, negandosi anche agli istruttori che collaboravano con lui. E' sposato con una ginecologa di origine romena che prestava consulenza in dietologia all'interno della palestra stessa.
I clienti esigono ora la restituzione dei soldi, non si accontentano di quel misero foglietto attaccato all'ingresso. «Li denunceremo alla Finanza, non possono farla franca così. C'è gente - racconta - che venerdì scorso ha sottoscritto nuovi abbonamenti».
Qualcuno ha bussato già alla Federconsumatori per chiedere il risarcimento dei danni.
Non è tutto: lunedì scorso una decina di istruttori si è trovata senza lavoro. Soprattutto Umberto Salerno, trainer della sala pesi. «Sono ancora scioccato – spiega – Con il titolare ho parlato tranquillamente sabato: mi ha pagato il compenso di marzo».
La palestra "Freeline" ha anche una omonima cugina pistoiese. Si tratta, appunto della "Freeline" di viale Frosini, che opera da molti anni ed è oggi in piena attività. Salvatore Scicchitano, lo stesso che molti anni prima aveva un locale vicino Porta San Marco, era uno dei soci fra il 2000 e il 2005, per poi uscirne e mettere in piedi un suo progetto personale a Prato. Evidentemente sfumato.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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