Gioco
L’acqua? È garantita solo fino all’estate
La situazione peggiore è quella della zona collinare. Tre milioni di euro dalla Regione per recuperare i piccoli invasi
PISTOIA. A dispetto delle previsioni di pioggia per questa settimana di Pasqua, siamo in piena siccità non solo a Pistoia, ma su quasi tutta la Toscana. L’inverno è stato poverissimo di piogge e marzo ha proseguito industurbato sulla strada del gran secco. Il tutto, dopo un 2011 che a Pistoia si è chiuso ben al di sotto delle medie pluviometriche. Tuttavia, almeno in città e nelle zone di pianura, abbiamo ancora un margine di qualche mese prima che la siccità non diventi vera e propria emergenza. Insomma, la primavera ci divide dalle autobotti o altre misure eccezionali.
Lo assicura Publiacqua, seconda la quale, se non dovesse piovere a sufficienza neppure nel corso di questa primavera, probabilmente le riserve idriche «dureranno fino all’estate compresa in città e nelle zone di pianura, mentre la situazione è più problematica in collina. L’importante adesso è che vengano riempiti pozzi e srogenti superficiali, non si può contare solo sul Bilancino e sull’acqua che arriva da Firenze: quella è solo un’integrazione».
Proprio su questo fronte delle fonti di approvigionamento, ieri la Regione ha annunciato uno stanziamento di 3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e il ripristino dei laghetti, piccoli invasi idrici multifunzionali che in tempi di siccità possono costituire una efficace risposta alle necessità dell'agricoltura. L'investimento è stato annunciato dall'assessore regionale Gianni Salvadori, che con l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini ha preso parte oggi all’incontro con la stampa del presidente Enrico Rossi.
Nel 2006, ha ricordato il professor Giampiero Maracchi, fu effettuato un censimento da cui risultò che il territorio toscano era dotato di 2462 piccoli invasi, la cui capacità complessiva era pari a quella del grande invaso di Bilancino. Oggi questa risorsa in parte non utilizzabile per mancanza di manutenzione, viene ripresa in considerazione, nonostante gli ostacoli frapposti dalle autorità europee che considerano l'irrigazione consentita da questi piccoli invasi come foriera di eccedenze produttive. L'assessore Salvadori ha invece ribadito che l'irrigazione permessa dai laghetti potrà essere indispensabile per mettera al sicuro l'esistenza stessa delle colture toscane.
Ad oggi infatti ammontano a circa 60 milioni di euro i danni all'agricoltura toscana causati dalla siccità. «Danni – ha precisato Salvadori – che al momento riguardano principalmente seminativi e cereali, che potranno ridursi in caso di piogge. I problemi più grossi – ha proseguito – potrebbero invece riguardare la produzione di olio e il vivaismo, che da solo rappresenta il 30% del Pil agricolo regionale».
L'assessore Anna Rita Bramerini ha poi aggiunto che la Regione supporterà il piano di azione annunciato oggi con una verifica sugli strumenti anche legislativi più adatti. C’è infatti una legge del 2007 che consente, in caso di emergenza idrica, di accelerare le opere più urgenti. (f.a.)
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