Il dolore
«Insieme per Pistoia» con Bertinelli
Alla presentazione della lista civica il candidato sindaco evoca Bartoli: «Chi dice cose significative non ha bisogno di urlare»
PISTOIA. Giovedì sera al circolo Garibaldi è stata presentata la lista civica "Insieme per Pistoia" che alle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio appoggerà il candidato del centrosinistra Samuele Bertinelli, che può già contare sull’appoggio di sei liste “di partito”. Tra i nomi dei firmatari quello di maggior peso ed esperienza politica è sicuramente Graziano Bonacchi, una vita nel partito socialista ed ex capogruppo vicario di Sinistra Riformista in consiglio provinciale. Accanto a lui Sandro Landucci, che nell'accorata introduzione di giovedì ha richiamato più volte quel "bene comune" che da gennaio è stato adottato da Bertinelli per sintetizzare la sua visione del governo della città. Da sottolineare anche il rientro in politica di Giorgio Taffini, ex assessore comunale ed ex segretario della Cgil.
Tra gli altri 32 candidati, molti si affacciano per la prima volta sullo scenario politico, pur lavorando da tempo a stretto contatto con la realtà locale. Tredici le donne: Ilaria Ballotti, Chiara Belliti, Alessandra Bruni, Greta Calabrese, Paola Cecilia Corsi, Donatella Lazzaroni Lami, Marzia Lucherini, Monica Menchi, Maria Grazia Mungai Giudice, Nila Orsi, Federica Pellegrini, Paola Poli e Manuela Trinci.
Diciannove gli uomini: Carlo Bartoletti, Filippo Basetti, Paolo Bechi, Adriao Benedettini, Andrea Boschi, Andrea Braccialini, Riccardo Chelucci, Michele Esposito, Luciano Gentili, Fabrizio Giannini, Luca Giardincerri, Massimiliano Guidicelli, Iacopo Innocenti, Enrico Agostino Innocenti, Luciano Marini, Nicola Ruganti, Tiziano Spampani, Giorgio Taffini e Vincenzo Valori.
.«Samuele non è l'uomo della provvidenza – secondo Landucci – e se lo fosse sarei preoccupato. È la prima persona che ha capito che le cose si cambiano con un lavoro collettivo di cui lui si prende parte del carico. Noi siamo una lista fatta di cittadini appassionati alla politica, rigorosamente non iscritti ai partiti, perché in questo momento storico non abbiamo trovato interlocutori sufficientemente aperti per le nostre necessità».
Il perché di una lista ulteriore rispetto a quelle dei partiti l'ha spiegato, invece, Graziano Bonacchi. «Senza l'esperienza forte e partecipativa delle primarie probabilmente non sarebbe stata possibile una lista come la nostra. Il 70% di quelli che sono in lista ci sono perché hanno vissuto le primarie e dopo aver seguito i dibattiti hanno deciso di impegnarsi attivamente».
L'incontro è stata anche l'occasione per sentire, a distanza di quasi un mese dalla vittoria alle primarie, Samuele Bertinelli che da quel 29 gennaio non aveva rilasciato dichiarazioni ufficiali, pur essendo stato evocato più e più volte soprattutto da Roberto Bartoli, il candidato giunto secondo alle primarie per sindaco e dimessosi dal Pd dopo il rifiuto del partito a inserirlo in lista. I richiami alla bagarre mediatica di queste ultime settimane sono velati ma, anche se Bertinelli afferma di non aver nemmeno letto i giornali locali, è impossibile non intendere alcune sue frasi come risposte perentorie alle dichiarazioni fatte dall'ex sfidante alle primarie. «In un paese che tende a buttare tutto un po' in politica, quando si eccede si perde la cosa per cui si sta eccedendo. Quando si eccede, e questo vale anche per Pistoia in questi ultimi giorni, di solito si ha poco da dire perché chi ha da dire cose consistenti non ha bisogno di urlarle». Una stoccata diretta l'ha invece lanciata a chi, secondo lui, ha impedito l'approvazione del piano regolatore generale della città, fatto saltare «per un calcolo di parte, miope, irresponsabile e cialtronesco da parte di alcuni consiglieri come Alessio Bartolomei e Giampaolo Pagliai».
Michele Galardini
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