Il Tirreno

Pistoia

I dubbi dei sindacati «Poca chiarezza sul futuro della Tnt»

di Beatrice Faragli
I dubbi dei sindacati «Poca chiarezza sul futuro della Tnt»

Cgil e Cisl chiedono la convocazione dell’unità di crisi «Nessuna informazione sul concordato né sulla ripartenza»

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MONTALE. Cgil e Cisl chiedono la convocazione urgente dell'unità di crisi per la Prato Tnt. «Sembra che ci siano le condizioni per andare avanti eppure - fanno sapere Michele Gargini e Marcello Familiari, responsabili per il settore tessile dei due sindacati - tutto è fermo e non abbiamo più avuto notizie sul concordato».

Un'aria di incertezza e preoccupazione a cui si somma la denuncia, arrivata nei giorni scorsi, di un gruppo di lavoratori. «C'hanno chiamato diversi dipendenti per informarci che il lavoro prosegue (il tribunale ha dato l'autorizzazione, ndr)sul settore ferroviario. Il paradosso è che a questi macchinari lavorano persone solitamente impiegate altrove, mentre gli addetti finora occupati nell'ambito delle ferrovie sono stati lasciati a casa. Ben venga il lavoro, anche se marginale, ma occorre richiamare chi già lavorava in quel settore. La fascia d'operai impegnata nella produzione di articoli destinati ai treni ha sofferto più delle altre per il calo delle commesse e, già dal 2011, è quella che ha affrontato la cassa integrazione».

Il pagamento della cig ordinaria inoltre non è ancora stato saldato. «All'Inps - spiegano dai sindacati - mancano alcuni dati che l'azienda avrebbe dovuto inviare». I lavoratori, intanto, sono in attesa degli arretrati.

Anche sulla ripartenza della Prato Tnt attraverso l'affitto di un ramo d'azienda Cgil e Cisl chiedono chiarezza. Alla disponibilità riconosciuta da FidiToscana verso l' azienda, «ottenuta anche grazie al contributo di Comune e Provincia», non è seguita, almeno non ancora, la svolta sperata dalle due organizzazioni. «Sugli sviluppi della ripartenza non abbiamo notizie, nonostante gli ultimi segnali positivi resi noti dal sindaco. Lo stesso vale per il concordato. Non sappiamo come procede né se sia stato nominato il commissario. All'inizio (primi giorni di febbraio, ndr) sembrava che tutto dovesse risolversi in maniera rapida ma, evidentemente, così non è. Intorno a tutte queste incertezze c'è molta preoccupazione. Chiediamo quindi con urgenza un incontro all'unità di crisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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