Attenzione
Breda, l’indotto che muore «E nessuno ci difende»
«Ho saputo che da lunedì non lavoro più. Come faranno mia moglie e i miei figli?» Rabbia e angoscia all’assemblea delle piccole aziende partner di via Ciliegiole
PISTOIA. «Adesso sono fuori. "Lunedì non ti presentare al lavoro: da ora non lavori più qui". Mi hanno detto così in fabbrica oggi, poche ore fa. Il venerdì ho saputo che da lunedì per me non ci sarà più lavoro». A parlare è Durim Agaci, che da tre anni lavorava alla Miri, una delle aziende dell'indotto Breda che opera in via Ciliegiole.
«Avevo un contratto a tempo determinato – spiega – con il mio lavoro ci campa tutta la mia famiglia: mia moglie e i miei due figli. Adesso non so proprio come fare».
Quello di Agaci è il volto di una crisi che va ben al di là del suo singolo caso. «Questo – denuncia Massimiliano Cadeddu – non è che l'ultimo esempio di una situazione critica che va avanti da tempo».
«Io ho 36 anni, da 13 anni lavoro in un'azienda dell'incentrato e prendo 925 euro al mese – accusa un altro operaio – Svolgo mansioni da metalmeccanico, ma ho un contratto da fornitore di servizi».
Di questo si è parlato ieri pomeriggio in un'assemblea al Cral Breda rivolta proprio ai lavoratori dell'indotto, in particolare quelli che lavorano all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, il cosiddetto “incentrato”.
Erano presenti anche Nicola Riva e Alessandro Vivarelli, segretari rispettivamente di Fiom e Fim e i rappresentanti dell'Rsu Breda.
Un’assemblea nata per discutere del malumore dell'indotto, che minaccia di non partecipare più alle iniziative dei metalmeccanici Breda. A provocarlo è stata la firma apposta dai delegati sindacali al verbale di incontro del coordinamento nazionale AnsaldoBreda di lunedì. «Nell'accordo con l’azienda del 4 marzo – spiega Valerio Mattei – c'era scritto che Breda si impegnava a riassorbire i lavoratori dell'indotto, mentre nel verbale firmato lunedì si legge: progressiva riduzione delle attività dell'incentrato produttivo e a tal riguardo AnsaldoBreda conferma che le relative risorse costituiranno, in caso di future esigenze produttive, bacino con riferimento alle professionalità richieste. Noi abbiamo lottato sempre con gli operai Breda e siamo rammaricati di non essere stati considerati e forse traditi».
Riva e Vivarelli hanno ricordato che quello firmato non è un accordo, ma solo un verbale e che, comunque, la situazione rimane critica per tutti. «Finmeccanica vuole vendere Breda entro l'anno – ha detto Riva – e questo spiega perché non esiste un piano industriale che vada oltre dicembre». A gennaio l'ad Manfellotto, in effetti, oltre ad annunciare centinaia di esuberi in Breda, prospettò l' "azzeramento" dell'incentrato.
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