Il Tirreno

Pistoia

PROTESTA ALL’ASL

Operatori e centralinisti «Vogliamo più tutele»

di Beatrice Faragli
Operatori e centralinisti «Vogliamo più tutele»

PISTOIA. Appello di un gruppo di centralinisti e operatori socio-sanitari dell'azienda Usl 3 di Pistoia all'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia per chiedere il riconoscimento della...

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PISTOIA. Appello di un gruppo di centralinisti e operatori socio-sanitari dell'azienda Usl 3 di Pistoia all'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia per chiedere il riconoscimento della progressione di carriera dalla fascia A, «quella che raggruppa oss e personale ausiliario» precisano i promotori dell'iniziativa, alla D. La raccolta firme è in corso. «Vorremmo avere il diritto di poter svolgere la professione di infermiere in una continuità aziendale, senza doverci spostare in altre Regioni e Province - spiega Luisa Innocenti, dipendente Asl da oltre un decennio -. Io ho iniziato come ausiliaria al centralino e soltanto dopo, nel 2005, mi sono laureata in scienze infermieristiche. Ho fatto diversi concorsi in giro per l'Italia. Accettare un posto di lavoro a Savona o a Parma però significherebbe lasciare affetti e impegni».

«Tra di noi – ricorda – c'è chi ha i bambini piccoli iscritti alle scuole locali o chi ottenendo un mutuo, dopo molti sacrifici, ha finalmente potuto mettere delle radici concrete in città e nei comuni della provincia. A Pistoia inoltre gli accessi sono ormai soltanto d'area vasta. Il nostro distretto provinciale è raggruppato anche con Empoli e Firenze: quasi certamente quindi, oltre ad aspettare il concorso in zona (l'ultimo è di pochi giorni fa, a Firenze, e per un solo posto c'erano migliaia di candidati, soprattutto in arrivo dal sud Italia) dovremmo affrontare comunque uno spostamento. Lo stesso meccanismo vale per gli operatori socio-sanitari che hanno raggiunto una laurea».

«Non possiamo nemmeno prendere la partita Iva e fare gli infermieri a domicilio perché verremmo licenziati dall'azienda. Chiediamo quindi più tutele in fatto di progressione di carriera. L'obiettivo – spiega Innocenti – è riuscire a restare all'Asl 3 e a fare ciò per cui abbiamo lavorato ottenendo competenze e professionalità, invece di dover ricominciare all'interno di un'altra realtà aziendale».

Le richieste sono già state inoltrate a Scaramuccia. Le dipendenti Asl a capo dell'iniziativa, certe che lo stesso disagio sia condiviso anche da molte altre colleghe, hanno intenzione di portare avanti la petizione presentata a fine gennaio. Per chiunque voglia aderire alla raccolta firme è attivo l'indirizzo e mail m.innocenti10@virgilio.it «E' necessario – ripete la dipendente – far sentire la nostra voce sia all'assessore che all'azienda. La raccolta firme serve proprio a questo e tutti quelli che si trovano nella nostra stessa situazione dovrebbero aderire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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