Il dolore
«Alberghi in difficoltà per pagare personale e affitti»
Il presidente provinciale Asshotel: «Settore in sofferenza dalla montagna al centro. Serve un piano per il rilancio»
«Gran parte degli alberghi non riesce più a pagare l’affitto». Uno sfogo a margine di un incontro, quello della giunta regionale di Asshotel Confesercenti, che ha ribadito la drammaticità del momento, e le previsioni negative del settore alberghiero a Pasqua. Previsioni solo mitigate dalla speranza che molti turisti seguano la tendenza degli ultimi anni: si decidano all’ultimo tutto grazie a pacchetti last minute sempre più convenienti.
Per gli albergatori, afferma Riccardo Chelucci, gestore della residenza d’epoca Niccolò Puccini (2 bed & breakfast nei palazzi Puccini e Sozzifanti) e dell’hotel-ristorante Arcobaleno a Sammommè, il periodo è cupo. All’incontro di ieri mattina, a Prato, ha partecipato anche il presidente nazionale di Asshotel, Filippo Donati. La Pasqua, momento di “iniezione” rinforzante per l’alberghiero, si avvicina e le prenotazioni scarseggiano. «Ma il problema non è solo la Pasqua - sostiene Chelucci - È vero che per le festività pasquali è prevista una riduzione dei soggiorni, legata a una riduzione dell’importo pro capite spendibile dalle famiglie per le vacanze. Probabilmente tutto si giocherà negli ultimi giorni, come avviene da alcuni anni, con le offerte last minute».
Per Pistoia il 2011 è stato un buon anno a livello turistico. Con una leggera flessione a dicembre. «Il sindaco Berti - ricorda Chelucci - ha evidenziato l’aumento di presenze. Vero, ma i clienti dei nostri alberghi sono molti meno rispetto a qualche anno fa».
Fare l’albergatore, ora come ora, «non conviene». «Il comparto manca di redditività. Non basta più avere vicino il campanile di Giotto, non bastano neanche i last minute. Non possiamo permetterci nessuna tassa di soggiorno, e non per l’euro e mezzo della tassa. Il punto è che c’è una sperequazione tale tra costi sostenuti e redditi introitati che rende veramente sconveniente avventurarsi in questa professione. Il costo del lavoro e affitti che gli affittuari - in questo caso gli albergatori - non possono più permettersi di sostenere, mettono a rischio la prosecuzione delle attività, anche nel nostro centro storico. Sono molti gli albergatori che non riescono più a pagare l’affitto. E la reintroduzione dell’Imu non fa dormire sonni tranquilli».
Il costo dell’affitto non è tabù solo a Pistoia. A livello nazionale, dicono i dati illustrati durante la giunta di Asshotel. reggono solo gli albergatori di Roma e Milano. Non quelli di Firenze e Venezia.
«Chi tenta ancora l’avventura nel settore - spiega Chelucci- è l’investitore esterno, lo straniero che non è consapevole delle difficoltà».
Ma se l’alberghiero soffre, i numeri di agriturismi e bed & breakfast parlano di un comparto in crescita: gli agriturismi sono triplicati, i bed & breakfast decuplicati. «L’extralberghiero va bene. Considero un buon investimento per una famiglia che avesse a disposizione un immobile in una locazione interessante, e volesse integrare il proprio reddito, destinare una colonica a bed & breakfast. Il turista apprezza l’accoglienza, gli ambienti. L’imprenditore non deve, in molti casi, sostenere i costi del personale, né adempiere agli obblighi di legge a cui sono sottoposti alberghi e hotel».
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