Il dolore
«Un’altra emergenza ignorata»
Il comitato anti-inceneritore punta l’indice sugli ultimi dati delle emissioni
MONTALE. «Ennesima emergenza ignorata all'impianto Cis». Il Comitato per la chiusura dell'inceneritore denuncia «valori allarmanti di inquinanti» nei primi mesi dell'anno e «mancanza di trasparenza» da parte degli enti di controllo. In barba agli inviti mossi dai sindaci della Piana, il gruppo torna a puntare il dito contro la gestione dei forni montalesi. Solo qualche settimana fa, Sabrina Sergio Gori, Eleanna Ciampolini e David Scatragli avevano bacchettato il Comitato per l' immotivata preoccupazione generata tra i cittadini a suon di accuse prive di qualsiasi confronto.
Oggi il gruppo rivendica le vecchie criticità, ne segnala di nuove e chiede ai proprietari dell'impianto e all'assessore provinciale Rino Fragai se non sia opportuno far sedere i rappresentanti dell'organizzazione anti-inceneritore intorno al tavolo istituzionale. «I risultati dei controlli effettuati sulle emissioni nei primi due mesi del 2012, purtoppo ci danno ragione – incalzano dal Comitato – Per la linea 1 siamo intorno al valore limite della soglia d'attenzione previsto dall'autorizzazione integrata ambientale e pari a 50 pg/Nm3. In febbraio – spiegano – siamo a 46 picogrammi. Che la situazione sia allarmante lo dimostra anche la nota Arpat del 28 febbraio scorso: redatta proprio nei giorni in cui Comuni, agenzia regionale e Asl, riuniti in assemblea, rassicuravano sul funzionamento dell'impianto».
«L'organo, nella trasmissione dei risultati dei primi mesi dell'anno a Provincia e Comune di Montale, invita gli enti a comunicare i dati al gestore "affinchè, dove necessario, intensifichi i controlli sulle condizioni impiantistiche per evidenziare situazioni che potrebbero favorire l'instaurarsi di elementi di criticità". Il Comitato aveva denunciato valori vicini alla soglia già nel settembre scorso ma Arpat sembra svegliarsi solo adesso».
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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