Il Tirreno

Pistoia

Gli hanno pignorato tutto anche i soldi per mangiare

di Beatrice Faragli
Gli hanno pignorato tutto anche i soldi per mangiare

Drammatico appello di un ex finanziere in pensione raggiunto da un’ingiunzione «Con l’assegno congelato mandavo avanti tre famiglie, mio figlio è disoccupato»

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PISTOIA. In tasca sono rimasti pochi spiccioli per fare l'ultima misera spesa. «Tra tre giorni – dice – la mia famiglia non saprà più come mangiare». A lasciarlo a secco di soldi è stata un'ingiunzione di pagamento disposta dal Tribunale di Pistoia. Adesso l' ex brigadiere della Guardia di Finanza, un pensionato di 58 anni, rischia di andare a vivere dentro a un camper con moglie e figlio.

«Com'è possibile – ripete Federico Pace – che vengano calpestati così i diritti di una persona? Com'è possibile che non mi siano stati lasciati in tasca nemmeno i soldi per mangiare?». Dopo il pignoramento l'intera pensione di 1600 euro, suo unico sostentamento dal 2006, è stata congelata.

«Il 16 marzo – racconta – sono andato in banca per ritirare 400 euro e pagare l'affitto. Allo sportello però mi hanno detto che era tutto bloccato per via dell'ingiunzione. Io, dopo la notifica del 14 febbraio, credevo che di mese in mese mi sarebbe stato prelevato un quinto della mensilità e invece mi ritrovo senza niente in tasca. Non so più come andare avanti. Sono anche invalido civile ma sarei disposto a tutto pur di guadagnare qualcosa per poter mangiare».

Il debito ammonta a oltre 3 mila euro di bollette del gas evase negli scorsi anni, quando Pace abitava in affitto in via Iano e Vicatoli. Tra interessi maturati e spese del procedimento, il conto è salito a 7.350 euro.

«All'udienza del prossimo 6 aprile – spiega – spero che mi venga accordato il pignoramento su un quinto della pensione e lo sblocco del resto. I tempi della burocrazia però sono troppo lunghi. Con quei 1600 euro mandavo avanti tre famiglie». Il pensionato ha in casa un figlio studente di 16 anni. Gli altri due, uno di 28 e una di 33, sposati con bambini, vivono da soli ma sono in grosse difficoltà.

«Il ragazzo – dice – ha una bimba di 3 mesi e tra un po' sarà sfrattato. E' imbianchino ma la crisi gli ha fatto perdere anche quel poco lavoro che era rimasto. Per i mie figli facevo una spesa settimanale di 50, 70 euro ciascuno, adesso non potrò far più neanche quella».

L'uomo nei prossimi giorni scriverà al ministro della Giustizia Paola Severino: non vuole lasciare nulla di intentato e muoversi nella legalità. «Voglio spiegarle la mia situazione. Io – ripete – intendo pagare ma in modo ragionevole. Così istigano le persone a commettere dei reati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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