Il Tirreno

Pistoia

bufera nel centrosinistra

Alla fine Bartoli rinuncia «Non farò la lista civica»

Con un messaggio pubblicato ieri mattina sul suo sito “Scegliamo Pistoia”, Roberto Bartoli ha fatto conoscere la sua decisione: non correrà con una lista civica alle elezioni amministrative

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Con un messaggio pubblicato ieri mattina sul suo sito “Scegliamo Pistoia”, Roberto Bartoli ha fatto conoscere la sua decisione: non correrà con una lista civica alle elezioni amministrative.

Il durissimo scontro con il Pd cui ha dato vita dopo essere arrivato secondo alle primarie di coalizione non sarà portato alle estreme conseguenze, come invece spingeva a pensare l’assemblea dei suoi sostenitori, tenuta lunedì 19, che aveva votato con un’ampia maggioranza l’ipotesi lista civica.

«Nonostante sia legittimato a farlo – scrive Bartoli – nonostante il Pd di Pistoia abbia rotto il patto non solo con le primarie ma con i principi della democrazia e del pluralismo, nonostante il ripetersi della favola del lupo e dell’agnello, non darò corpo e vita ad una lista civica: io non diventerò mai come loro».

Ieri mattina Bartoli ha incontrato il segretario regionale Andrea Manciulli, che l’ha invitato a non lanciarsi nella lista civica per non penalizzare il centrosinistra alle elezioni amministrative e il suo candidato sindaco Samuele Bertinelli.

All’origine dello scontro con il Pd («quello che è stato il mio partito», scrive lui stesso), c’è la vicenda delle porte chiuse dalla segreteria comunale e da quella provinciale alla sua candidatura nella lista per il prossimo consiglio comunale: una richiesta che Bartoli motivava con la necessità di dare rappresentanza ai 3.500 elettori che l’avevano scelto alle primarie (il 28% del totale). Di qui la richiesta di sette posti nel listino, compreso il suo, con il diritto di scegliere i candidati.

Le segreterie comunale e provinciale si sono sempre dette disponibili ad accogliere candidature di “bartoliani” ma non la presenza dello stesso Bartoli, accusato di muoversi come un capocorrente e poi di aver animato una polemica durissima (in una nota del 22 marzo scorso Bartoli parlò della necessità di liberare Pistoia “da un regime decrepito”) e infondata contro il partito. «Chi rifiuta la mia presenza in lista dopo aver ignorato i contenuti e il seguito della mia candidatura – osserva Bartoli nel comunicato di ieri – si assume una responsabilità grave: colpisce me ma umilia se stesso». Bartoli conclude annunciando che lui torna «alla famiglia, al lavoro, allo studio» ma che «il sogno» continua : «la bella politica troverà il modo».

Rimane il problema della collocazione elettorale per i tanti sostenitori del professore ribelle, consigliere comunale uscente .

Vista l’asprezza dello scontro con la dirigenza Pd locale, appare difficile che “Scegliamo Pistoia” opti in massa per il sostegno al centrosinistra impersonato da Samuele Bertinelli. Gli ambienti vicino a Bartoli riferiscono di una grande insoddisfazione di larga parte dei suoi sostenitori per come si è conclusa la vicenda.

Sembra voler dare loro voce la nota stampa diffusa ieri pomeriggio dal senatore Andrea Marcucci, che fin dalle primaerie aveva manifestato appoggio a Bartoli, manifestando così un inedito interesse per le vicende politiche pistoiesi.

«Il Pd a Pistoia senza la presenza di Roberto Bartoli – scrive Marcucci – nelle sue liste è certamente più povero. La decisione di fare un passo indietro e di non presentare una lista civica danno la misura del suo senso di responsabilità e del suo rigore morale».

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini