Sicurezza
Consegne delle auto ferme da 20 giorni
Clienti in attesa e concessionari allarmati per il blocco delle bisarche: «Rischiamo una perdita del 50%»
PISTOIA. Non bastava la crisi del settore dovuta all’impennata dei prezzi dei carburanti. Il mercato dell’auto, nella sua parte terminale della filiera, cioé quello della vendita al dettaglio, viene ora minato dalla prolungata serrata degli autotrasportatori. Centinaia di bisacce, con decine di migliaia di auto pronte alla consegna, sono bloccate nei depositi di stoccaggio, dove le auto arrivano dalle case automobilistiche per essere smistate nelle concessionarie di tutta Italia.
«Abbiamo dei contraccolpi notevoli perché non stiamo ricevendo neppure un’auto – dice Marco Torracchi della Autogest, concessionaria Wolkswagen – La gente aspetta le vetture ma non arrivano neppure quelle che abbiamo in ordine. Una situazione che dura da almeno 15 giorni. Ferme tutte le pratiche di immatricolazione. Comprendiamo le ragioni della protesta e speriamo si arrivi quanto prima ad un accordo».
Alessio Bucciantini del settore commerciale Nuova Comauto, dice che «siamo tutti nella stessa barca. Il blocco non riguarda soltanto i centri di smistamento delle auto, ma per quanto riguarda le Renaulti anche le navi in arrivo: non le fanno proprio sbarcare le auto. Solo la Dacia ha deciso di spedire direttamente le auto dalla catena di montaggio alla concessionaria. Ma le auto delle altre case sono tutte bloccate nei centri di distribuzione ed è così da 20 giorni. Ci hanno detto che la prossima settimana si riuniranno nuovamente col governo, speriamo si arrivi subito ad una soluzione».
Calo Lupi di Lupi Auto, concessaria Suzuki, parla di «situazione drammatica non solo per le auto nuove, ma anche per l’usato: i clienti sono in attesa da settimane e non possiamo farli aspettare più di tanto. I depositi sono presidiati, con picchetti: se qualche autotrasporatore decide di partire, non glielo consentono, ma viene impedito l’accesso anche al concessionario che eventualmente volesse andare a prendere l’auto con mezzi propri. Stiamo rischiando di prendere non il 20% previsto con la crisi del settore auto che già morde da gennaio-febbraio, ma fino al 50%: si rischia il blocco di un’economia fondamentale».
Andrea Arinci dell’omonima concessionaria Honda fa presente un altro problema: «molti clienti non riscono a capire perché non sono informati, purtroppo le tv ne hanno parlato poco di questa vera e propria emergenza. Anche le case devono spiegarci cosa si deve fare».
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