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Paolini: «Il Pronto soccorso era regolarmente allertato»

Paolini: «Il Pronto soccorso era regolarmente allertato»

PISTOIA. «Il Pronto soccorso era stato allertato per l’arrivo di un paziente cardiopatico, tanto è vero che ad attenderlo c’era un cardiologo, le altre figure previste dal protocollo ed era stato...

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PISTOIA. «Il Pronto soccorso era stato allertato per l’arrivo di un paziente cardiopatico, tanto è vero che ad attenderlo c’era un cardiologo, le altre figure previste dal protocollo ed era stato approntato l’ambiente necessario a intervenire». Piero Paolini, responsabile di 118 e Pronto soccorso, chiarisce subito alcuni punti della tragica vicenda che ha portato alla morte di Roberto Sibaldi. E il primo è questo: al Pronto soccorso del Ceppo non sono stati colti di sorpresa dall’arrivo di un paziente con una gravissima crisi cardiaca, sapevano bene cosa si sarebbero trovati di fronte.

E allora come si spiega l’errore di una infermiera che non si accorge del filo di alimentazione della pompa cardiaca del paziente e lo trancia di netto? Su questo punto Paolini non ha spiegazioni da dare, sarà l’inchiesta della magistratura e quella dell’Asl a fare luce. «Quello che posso dire – continua – è che liberare dagli indumenti un paziente come il signor Sibaldi è prassi comune in qualunque pronto soccorso. Non solo per consentire l’introduzione del catetere, ma per dar modo agli operatori di accedere immediatamente al corpo del paziente. Se quest’ultimo è in una situazione critica, anche pochi secondi possono risultare decisivi. Comunque personalmente ho seri dubbi che quel filo tagliato abbia provocato la morte».

Ma l’infermiera ha tagliato un cavo elettrico senza accorgersene... Possibile? «Gli attrezzi che si usano in questi casi –è la risposta – si chiamano forbici di Robin e devono tagliare in pochi istanti materiali come le tute da motociclista».

Paolini, parlando con i giornalisti, ha anche sottolineato che pochi giorni prima della crisi, Sibaldi era stato visitato da cardiologi Asl con esiti positivi.

«C'è da capire - ha aggiunto -come mai l'altra sera si sia improvvisamente scompensato erapidamente sia andato incontro ad uno choc cardiogeno, per cui può essere che questo device non fosse più sufficiente o che abbia avuto un problema».

Paolini conferma anche che il personale del 118 intervenuto a casa di Sibaldi si è subito messo in contatto con l’ospedale San Raffaele di Milano, telefonando addirittura da casa dell’uomo.

«Il trasporto al Pronto soccorso del Ceppo era stato deciso di comune accordo» sottolinea il medico. Insomma, il protocollo concordato a suo tempo con i medici milanesi sarebbe stato rispettato appieno.

Ieri comunque l’Asl ha messo al lavoro l’unità di crisi aziendale (presieduta dal direttore sanitario Silvia Briani) per ricostruire tutto l’accaduto.

(f.cl.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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