Attenzione
Operai Cisl, Uil e Ugl in piazza con la Fiom
Manifestazione spontanea ieri mattina degli operai AnsaldoBreda contro la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. In piazza, oltre alla Fiom, anche i metalmeccanici di Cisl,...
PISTOIA. Manifestazione spontanea ieri mattina degli operai AnsaldoBreda contro la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. In piazza, oltre alla Fiom, anche i metalmeccanici di Cisl, Uil e Ugl. L’unitarietà delle sigle sindacali pistoiesi contro le proposte di riforma del governo Monti assume un’eco nazionale che va a interpellare direttamente le segreterie di tutti i sindacati.
A livello nazionale, infatti, i confederali hanno assunto ben altre posizioni rispetto a quelle espresse ieri mattina in città: se la Cgil ha rifiutato le proposte di riforma del governo, infatti, Cisl e Uil continuano a rimanere sedute al tavolo di consultazione. «La base chiede la tutela dell’articolo 18 e l’unità del sindacato. Crediamo che le divisioni tra le sigle sindacali siano usate come un grimaldello per indebolire il fronte dei lavoratori. L’rsu unitariamente non accetta che gli errori perpetrati negli anni dai vertici dell’azienda debbano essere pagati dai lavoratori. Con le modifiche all’articolo 18 proposte dal governo si spianerà la strada ai licenziamenti e agli esuberi anche in Breda». È quanto spiega Albano Tonioni, coordinatore dell’Rsu, consapevole della “anomalia” che l’unitarietà sindacale in Breda rappresenta nel panorama nazionale.
Ai metalmeccanici di via Ciliegiole, che ieri mattina si sono riversati in strada ottenendo alla fine un incontro con il prefetto Mauro Lubatti, si sono affiancati in un comunicato congiunto anche i sindacati metalmeccanici territoriali: «Il sindacato unitariamente rifiuta la manomissione dell'articolo 18 – si legge nella nota firmata da Fiom, Fim, Uilm, Uglm -, poiché implica la possibilità di licenziare per ragioni economiche, vere o false che siano, attraverso la mercificazione del futuro delle persone. Per questo siamo impegnati affinché il governo modifichi la norma sui licenziamenti attraverso l'azione sindacale e parlamentare». E ancora: «I lavoratori che hanno manifestato hanno interpretato le modifiche possibili come un rischio grave per l'occupazione, specie nelle aziende in crisi e tra queste indubbiamente c'è anche Ansaldobreda. I lavoratori non possono essere chiamati a pagare per il malaffare e la mala gestione di gruppi dirigenti irresponsabili».
Gli operai ieri mattina hanno incrociato le braccia dalle 10.30 alle 12. Lo sciopero si è trasformato in corteo spontaneo per le vie cittadine: dopo una prima ipotesi di occupare la tangenziale, i metalmeccanici hanno optato per il centro storico: dalla piazza della stazione si sono diretti verso il Globo, continuando poi per via degli Orafi, fino ad arrivare in piazza Duomo dove una delegazione di operai è stata ricevuta dal prefetto. L’altro tronco del corteo è rimasto in piazza in presidio.
«Noi ci occupiamo di Pistoia e della Breda – spiega Jury Citera, delegato all’rsu per la Cisl- e crediamo che la riforma proposta da Monti con la modifica dell’articolo 18 sia un suicidio per la nostra fabbrica e la nostra economia. Per questo io mi sento di prendere le distanze dalle posizioni delle segreterie nazionali che sono rimaste al tavolo del governo (Cisl e Uil, ndr)». «Se i lavori continuano a mobilitarsi unilateralmente – spiega Nicola Riva, segretario provinciale Fiom – probabilmente qualcuno a Roma dovrà porsi il dubbio di una sottovalutazione della questione».
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