Sicurezza
I sassolini nelle scarpe di Renzo Bardelli
Nel suo nuovo libro gli anni da sindaco e la polemica con il Pci. E oggi gli strali a Comune e Provincia
PISTOIA. "Memorie di un sindaco", questo il titolo dell'ultimo libro dell'ex primo cittadino di Pistoia, Renzo Bardelli, che ricoprì la carica dal 1976 fino al 1982, anno in cui prese la decisione, in maniera totalmente autonoma, di consegnare le dimissioni.
Pur essendo arrivato al suo quindicesimo libro, Bardelli non difetta né per ricchezza di documenti, quindicimila quelli consultati, né per timore di raccontare la sua storia all'interno del Partito comunista e della società pistoiese che ha guidato per quasi due mandati consecutivi.
Nel raccontare la sua ultima opera, Bardelli esordisce mostrando una lettera appena arrivata da Roma con i ringraziamenti di Giorgio Napolitano, suo amico e protagonista di un capitolo. Tante le foto di repertorio che accompagnano il lettore attraverso i meandri amministrativi di un'epoca segnata dalle stragi terroristiche, tantissimi i documenti inediti che spiegano il come e il perché di tante decisioni, prima fra tutte quella riguardante le sue dimissioni da sindaco, viste attraverso due episodi emblematici. Il primo è sportivo. «Decisi di dare le dimissioni nei giorni subito precedenti alla partita di calcio Pistoiese-Fiorentina. Era un martedì e il giovedì seguente il partito aveva convocato una riunione per accettarle. Lo stesso martedì mi vennero a dire che la televisione aveva organizzato, per domenica, un collegamento in diretta fra Pistoia e Firenze, con i due sindaci presenti, proprio in vista di quella partita. Andai in curva assieme ad altri diecimila pistoiesi e vincemmo e la settimana seguente detti le dimissioni».
Il secondo episodio è di natura strettamente politica e occupa l'interno capitolo finale. È la stesura del discorso al consiglio comunale fatto da Bardelli il 21 giugno del 1982. Nel gruppo consiliare non ci fu alcuna votazione contraria al sindaco, che motivasse questa decisione, così come non ci fu alcuna "maggioranza" che non avrebbe condiviso la sua relazione sul bilancio dello stesso anno. E allora perchéquelle dimissioni? «Il fatto - scrisse Bardelli - è che il volto del partito che mi sono ritrovato davanti in queste settimane è stato il solito volto anonimo del partito di apparato col quale non potevo più continuare a ricoprire una carica come quella di sindaco».
Dal passato non troppo distante di cui è stato protagonista, Bardelli rievoca anche alcuni problemi rimossi che tutt'ora appaiono irrisolti. «Nel capitolo dedicato al vivaismo, oggi divenuta la vera economia portante della città, ripercorro il discorso che alla fine degli anni '70 avevamo impostato sulla costruzione della "strada dei vivai". Ad oggi non è stato costruito nemmeno un metro di quella strada e i Tir che vengono da tutto il mondo continuano a essere scortati dalle macchine dei vivaisti dentro le strettoie che collegano la via principale al vivaio. Questa è la dimostrazione che gli enti locali pistoiesi di tutto hanno cura meno che degli interessi generali. L'amministrazione si occupa di temi vacui invece che degli interessi reali».
Il ricordo forse più vivo è quello legato ai cinque anni passati in consiglio provinciale, dal 2004 al 2009. «In quegli anni la Provincia aveva 499 dipendenti, oggi la presidente Fratoni li ha ridotti a 300. Se in tre anni ha tagliato circa 200 posti è segno che non c'era necessità di impiegare così tante persone. Rimpiango i limiti che il Ministero degli interni ci imponeva per costringerci a gestire bene i soldi che avevamo. C'è qualcosa che non va se una scuola costata 30 milioni di lire trent'anni fa, fra acquisto del terreno e progettazione, oggi viene rimbiancata e messa a norma spendendo 2 milioni di euro».
Presentazione. Il libro sarà presentato al pubblico sabato alle 10 nella sala maggiore del Palazzo comunale. L’autore sarà intervistato da Luigi Bardelli (Tvl) e Pietro Iozzelli (Repubblica). Introdurrà Claudio Rosati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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