Il dolore
Pistoia si arrende al vortice del gioco
In un anno la spesa per scommesse, lotto, bingo è cresciuta del 17% Nel 2011 spesi 329 milioni di euro (erano 281 nel 2010) Una media di 1.202 euro a persona, sempre di più le donne
New-slot, gratta e vinci, Win for Life, superenalotto: in un momento in cui il lavoro, spesso assente o precario, non sempre garantisce uno stipendio dignitoso, la speranza nel cambiamento viene sempre più affidata alla fortuna. Non al merito, non alle proprie capacità, ma alla sorte e al "miracolo". Allora perché non prendersi "un grattino" dopo il caffè, perché non giocarsi il resto della colazione alla slot accanto al bancone, perché non provare a giocare quei sei "ritardatari" puntando a un jackpot da capogiro? Perché no?
Sommati insieme, tutti questi "perché no" producono, solo a Pistoia, un giro di affari di 329 milioni di euro in un anno: questa è infatti la cifra spesa in città nel 2011 in videolottery, slot-machine, gratta e vinci, lotto ed enalotto, scommesse ippiche e sportive e bingo, giochi on-line esclusi. Una cifra aumentata del 17% rispetto ai 281 milioni del 2010 e produce sempre più dipendenti da "ludopatia".
La tendenza è in aumento. Per accorgersene basta fare un giro in città: mentre sempre più saracinesche si abbassano sotto il peso della crisi, le insegne delle nuove sale slot sembrano moltiplicarsi senza ostacoli. I numeri confermano le impressioni. A Pistoia la spesa procapite per il gioco è passata dai 1026 euro del 2010 agli attuali 1202 euro, superando la media nazionale procapite che si attesta sui 1170 giocati nel 2011: un intero stipendio buttato nel gioco d'azzardo legale.
Secondo i dati diffusi da Agicos, Agenzia giornalistica concorsi e scommesse, Pistoia è la quarta città in Toscana in termini di spesa procapite, dietro Massa Carrara (con 1435 euro a testa), Lucca (1407 euro) e Livorno (1360 euro). Ultime della lista, Firenze, Siena e Pisa: nelle città universitarie la tentazione del gioco è inferiore rispetto a quelle con più vocazione manifatturiera e industriale, come Massa ad esempio, quindi maggiormente vessate dalla crisi economica.
Per il Lotto nell 2011 in città si è speso 25,3 milioni di euro tentando la fortuna con le undici ruote e i novanta numeri del tradizionale gioco del Lotto, per un totale di 92 euro di spesa pro capite che pone Pistoia sotto la media nazionale dei 118 euro a testa giocati dagli italiani. A Pistoia c'è una sola sala Bingo autorizzata dai Monopoli di Stato, a Montecatini Terme, ben visibile anche dall'autostrada. Un solo locale, ma sufficiente a far schizzare Pistoia ai vertici (16esimo posto) della classifica nazionale per spesa procapite: 39 euro a testa, contro una media italiana di 32 euro per un totale di 10,8 milioni di euro spesi a Pistoia nel 2011.
Dal 1994, anno in cui sono state istituite le "lotterie istantanee", il "grattino" ha avuto una crescita costante fino ad accaparrarsi fette di "consumatori", come donne e giovani, solitamente distanti dal mondo dell'azzardo. Nel 2011 a Pistoia sono stati spesi 46,6 milioni di euro a forza di Gratta e vinci, Turista per sempre, Miliardario, Sbanca Tutto e le altre decine di biglietti diversi, tutti da grattare. Con una media di 170 euro pro capite all'anno, Pistoia è 42esima in Italia.Per quanto riguarda le scommesse ippiche e sportive, Pistoia primeggia, complice la presenza dell'ippodromo Sesana di Montecatini, in scommesse sui cavalli che fanno la salire ben al quarto posto in Italia per spesa pro capite (3,83 euro a testa con 14,2 milioni di euro in tutto) per puntate sull'ippica. I pistoiesi giocano anche sui pronostici nello sport con una spesa annua di 21,5 milioni di euro e 79 euro di spesa procapite media che pone Pistoia al 17esimo posto in Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
