Il Tirreno

Pistoia

L’Unione Appennino avrà 5 comuni

di Elisa Valentini

Marliana si defila, gli altri votano compatti ma con perplessità: «Non sia la brutta copia della Comunità Montana»

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MONTAGNA. Cinque comuni su sei hanno detto sì all'Unione dei Comuni Appennino Pistoiese avviandosi ufficialmente alla costituzione. Questo il verdetto del consiglio comunale che lunedì sera ha riunito nella sala ex Rondò Priscilla di Cutigliano 6 degli 8 comuni derivanti dalla Comunità Montana in scioglimento. La prima scrematura si verificò nell'assemblea del 10 marzo al Dynamo Camp in cui Pescia e Montale dichiararono la non adesione al nuovo ente. Lunedì a tirasi indietro è stato Marliana che, fra assenti e contrari, non ha raggiunto il voto favorevole dei 2/3 i componenti del suo consiglio ma è ancora in tempo a fare retro front.

Via libera all'Unione per Abetone, Cutigliano, Piteglio, Sambuca e San Marcello che entro il 31 marzo (ed entro pochi giorni a San Marcello, causa elezioni in vista) dovranno convocare i loro consigli per deliberarne in proprio lo statuto ed l'atto costitutivo, poi pubblicati per 30 giorni nell'albo comunale. Nel frattempo la Regione potrà decidere di commissariare la Comunità Montana fino a giugno, quando si riunirà il primo consiglio dell'Unione (2 membri per ciascun comune), con insediamento della giunta che eleggerà il nuovo presidente. Consiglieri eletti per il momento: Vannucci e Fivizzani (Abetone), Petrucci e Nesti (Cutigliano), Sichi e Sichi (Piteglio), Pieraccini (Sambuca), Filoni e Gaggini (San Marcello). Nel generale clima di assenso, non è mancata qualche perplessità.

Abetone, pur apprezzando l'inserimento della popolazione e l'estensione territoriale fra i criteri di ripartizione delle spese tra Comuni, ha chiesto ulteriori garanzie. Alcuni consiglieri si sono definiti impreparati a prendere una decisione tanto importante quanto, a detta di molti, non sostenuta da sufficiente chiarezza.

«La rapida trasformazione degli enti locali lascia sbigottiti – ha esordito Valerio Sichi, capogruppo di minoranza a Piteglio – manca un chiaro assetto futuro, i costi sembrano l'unico pericoloso criterio per un territorio che necessita di attenzioni come quello montano». Nei 5 Comuni favorevoli tuttavia, l'ottimismo dell'azione ha sempre prevalso sul pessimismo della ragione e, tranne un astenuto, l'Unione è stata approvata all'unanimità dei presenti. Significativa la compattezza dei 6 sindaci per il sì, compreso Luca Bernardi di Marliana.

«Questo risultato – spiega il presidente della Comunità Montana Carluccio Ceccarelli – è sintomatico di una scelta assunta non per motivi politici, ma per il bene del territorio. Ne viene del futuro della nostra montagna, anche in prospettiva di una più stretta unione di intenti». Opinione condivisa dai molti sostenitori che vedono nell'Unione «l'ultimo presidio montano» capace di mantenere sul territorio risorse importanti per lo sviluppo, a patto che non si crei una «brutta copia della Comunità Montana». Resta un punto interrogativo: il destino della delega all'agricoltura che, portatrice di ingenti risorse, la legge parrebbe destinare alle Regioni anziché alle Unioni. Almeno 225mila euro dei 273mila di spese di funzionamento per il 2012 dovrebbero essere coperte da risorse regionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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