Il Tirreno

Pistoia

Bartoli raccoglie la sfida «Pronti alla lista civica»

di Fabio Calamati

Nell’assemblea dei sostenitori passa la linea della rottura definitiva con il Pd Si attende solo di verificare la consistenza delle risorse umane e finanziarie

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PISTOIA. Il dado è quasi tratto. Roberto Bartoli e i suoi sostenitori sono intenzionati a rompere definitivamente con il Pd e a dar vita ad una lista civica che punterà ad eleggere sindaco il professore giunto secondo alle primarie della coalizione di centrosinistra.

La clamorosa decisione è stata presa lunedì sera al termine dell’assemblea di “Scegliamo Pistoia”, il gruppo-movimento che ha sin qui affiancato Bartoli. Riuniti al circolo Garibaldi, i sostenitori del giovane professore universitario hanno votato in maggioranza (37 sì, 10 no e 2 astenuti) per creare la lista civica.

Il progetto politico coagulatosi attorno a Bartoli nel corso delle primarie di coalizione (dove incassò il 28% dei voti totali) quindi, pare destinato a svilupparsi al di fuori del Pd, colpevole di non aver accettato nella lista per il nuovo c onsiglio comunale la candidatura di Bartoli e di averlo, anzi, accusato di voler fare il “capocorrente”

Rimane ancora un margine di incertezza, dovuto soprattutto alla necessità di verificare che i “bartoliani” abbiano davvero a disposizione le forze per lanciarsi in una campagna elettorale da protagonisti. Forze che, nel corso della discussione di lunedì sera, sono state quantificate in una venticinquina di persone disposte a lavorare sodo di qui al 6-7 maggio e in circa 30-40.000 euro da spendere. Ma non si tratta di limiti tassativi: quello che conta – come sottolinea lo stesso Roberto Bartoli – è che lo sforzo elettorale di “Scegliamo Pistoia” possa combattere dignitosamente.

«Ci serve una organizzazione capace di vincere – sintetizza Bartoli – per questo dobbiamo misurare le nostre forze. La verità è che siamo stati tutti colti di sorpresa: immaginavamo di poter sviluppare il nostro discorso sul rinnovamento della politica dall’interno del Pd. Invece gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato che in città c’è un problema di democrazia e che il Pd è un partito autoritario e oligarchico dove pochi scelgono per tutti, finendo con il creare spaccature invece di produrre coesione». Parole che suonano come una rottura senza possibilità di appello. Eppure, prima dello scontro per le primarie, Bartoli è stato per cinque anni consigliere comunale Pd ... «La rottura definitiva – ribatte lui – è venuta nell’ultimo documento della segreteria, dove non soltanto definivano “inopportuna” ma anche “inaccettabile” una mia candidatura. Questa è una dichiarazione di espulsione».

Se deciderete di farla, la lista civica di “Scegliamo Pistoia” punterà a delle alleanze? «Sarà sicuramente protagonista, se e con quali alleanze lo vedremo» replica Bartoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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