Il Tirreno

Pistoia

contro la chiusura notturna delle farmacie

«Quindici chilometri per un antidolorifico»

«Quindici chilometri per un antidolorifico»

QUARRATA. «Quindici chilometri in macchina per comprare un comune antidolorifico contro il mal di denti: la chiusura notturna delle farmacie penalizza i quarratini». A protestare sono Alberto e Marta...

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QUARRATA. «Quindici chilometri in macchina per comprare un comune antidolorifico contro il mal di denti: la chiusura notturna delle farmacie penalizza i quarratini». A protestare sono Alberto e Marta Salvadori a nome di un gruppo di cittadini che chiedono all'amministrazione di ritornare al consueto turno notturno delle farmacie.

Da alcuni mesi, infatti, il Comune ha ratificato la totale chiusura notturna delle farmacie del territorio grazie a un accordo con la Croce Rossa che, nei casi di necessità, manda i propri volontari nella farmacia di turno più vicina (muniti di ricetta) a prendere le medicine per portarle a casa del paziente. Il problema sorge quando ad aver bisogno dei medicinali è una persona sprovvista di ricetta che, ad esempio, è colpita da mal di testa nel cuore della notte, ma in casa non ha nessun antidolorifico.

In questo caso l'unica soluzione è andare alla farmacia di turno più vicina: a Prato o a Pistoia. Dopo aver aspettato alcuni mesi, questo gruppo di cittadini ha deciso adesso di scrivere una lettere aperta agli attuali amministratori e ai futuri candidati sindaco per manifestare i propri disagi.

«Siamo dei cittadini di Quarrata -si legge nella lettera - e vogliamo manifestare il nostro disappunto in merito al fatto che nel nostro territorio non ci sono più farmacie, private o pubbliche, che facciano servizio di apertura notturna. Circa un anno fa è stato siglato un accordo, ratificato dall'attuale giunta, tra le farmacie e la Croce Rossa per garantire la consegna domiciliare dei farmaci in orario notturno.

Questo è sicuramente importante per quelle persone, soprattutto anziane, che di notte possono avere difficoltà a muoversi. Quello che non abbiamo capito è perché non poteva rimanere una farmacia aperta di notte. I due servizi infatti non sono in contrasto. Chi si può muovere e sfortunatamente ha qualcuno in casa che ha bisogno di medicine per un'emergenza notturna deve recarsi a Pistoia o a Prato dove ci sono le farmacie aperte se non vuol chiamare la Croce Rossa: non dobbiamo dimenticare che gli aspetti medici sono soggetti alla privacy e quindi ci possono essere difficoltà di tipo personale a coinvolgere il servizio Cri, a cui va comunque un grande encomio.

A quanto ci risulta l'accordo prevedeva una sperimentazione di un anno. Proprio perché siamo quasi al termine, chiediamo con forza agli attuali e futuri amministratori che venga ripristinato il servizio di turno notturno, mantenendo comunque l'importante servizio di recapito domiciliare per le persone impossibilitate a muoversi».

Marta Quilici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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