Il Tirreno

Pistoia

Pronta la Cattedrale Paci: «Una fabbrica per la nostra cultura»

di Marta Quilici
Pronta la Cattedrale Paci: «Una fabbrica per la nostra cultura»

La giunta comunale lascia ai successori la scelta per l’uso e la gestione. Un video di Gori con immagini degli anni ’90

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PISTOIA. Muri scrostati, pareti spruzzate di giallo, blu, rosso delle vecchie carrozze, cartelli rugginosi che avvertono di un pericolo sul lavoro, un calendario polveroso fermo al 1982, ex operai che come fantasmi vagano per uno stabilimento abbandonato e con gesti automatici azionano leve che non accendono più nessun macchinario.

Sono le immagini, girate a metà degli anni ’90, racchiuse nel video di Lorenzo Gori “Il Segno del Tempo” che ieri mattina ha inaugurato il restauro della nuova Cattedrale. Immagini che ricordano quello che per anni è stata l’Ex Breda: un quartiere abbandonato, testimone di un grande passato industriale intorno a cui Pistoia è cresciuta.

L’edificio è stato intitolato all’operaio Nello Galigani, morto 55 anni fa cadendo proprio dal tetto in eternit di quel capannone.

La vecchia vocazione industriale della struttura è testimoniata anche dal mantenimento di un vecchio carroponte lungo la navata.

In ricordo delle vecchie carrozze che venivano lavorate all’interno del reparto, sono stati realizzati sei scomparti a forma di vagoni che ospitano i servizi igienici e le biglietterie all’entrata e all’uscita della Cattedrale.

La nuova piazza coperta è lunga 130 metri e larga 21.

I lavori, iniziati a gennaio dell’anno scorso, sono stati eseguiti dalla Cooperativa Muratori Sterratori e Affini.

Il costo finale dell’intervento è stato di circa 3,5 milioni di euro suddivisi tra Comune di Pistoia, Fondazione Caripit e finanziamenti Piuss. “Benvenuti nella Cattedrale laica di Pistoia” ha esordito ieri mattina il sindaco Renzo Berti nel suo intervento inaugurale.

«Essendo alla fine del mandato – ha proseguito – non abbiamo voluto redigere un disciplinare per la gestione della Cattedrale per non essere ingombranti rispetto alla prossima giunta».

Molto personale il commento del presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci: «Questa è una Cattedrale del lavoro – ha detto – e la conversione di questo edificio da luogo di produzione a spazio aperto e di cultura può assumere un valore simbolico. Mia madre durante la guerra ha lavorato alla San Giorgio; adesso, di fronte a una presenza industriale sempre più flebile dobbiamo cercare di dare un nuovo futuro a questo luogo, in chiave culturale: la fabbrica può produrre cultura».

Ha portato il saluto di tutti i parenti di Nello Galigani la nipote Monica. Nel pomeriggio il Comune ha organizzato nella Cattedrale le Nozze d’oro per le coppie che festeggiano i 50 anni di matrimonio e la sera si sono esibiti in concerto i Tarabaralla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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