Il Tirreno

Pistoia

«Vigile sott’inchiesta» Pagliai (Udc) chiede spiegazioni

di Francesco Albonetti
«Vigile sott’inchiesta» Pagliai (Udc) chiede spiegazioni

Il Comune: dalla Procura nessuna comunicazione Il consigliere: «L’amministrazione deve attivarsi lo stesso»

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PISTOIA. Un’inchiesta che si è appena chiusa a Prato con la notifica di 28 avvisi ad altrettanti indagati. È quella sulla truffa alle assicurazioni auto di cui i giornali hanno dato ampia notizia ieri e che coinvolge, tra gli altri, l’autocarrozzeria Diamante di Montale, una direttrice di filiale della Caripit, sempre di Montale, più periti e consulenti di pratiche auto. Che ci “azzecca” il Comune di Pistoia con tutto questo? A tirare in ballo l’ente è Giampaolo Pagliai, capogruppo dell’Udc in consiglio comunale, recentemente confluito nel gruppo del terzo polo insieme al Fli.

Secondo l’ex esponente socialista, sono due i motivi per il quale l’attuale amministrazione ha commesso delle leggerezze. «La prima questione riguarda l’autocarrozzeria Diamante – dice Pagliai –. Ci stupisce che il Comune la scorsa estate ed anche quella precedente, abbia dato il patrocinio a manifestazioni che avevano fra gli sponsor proprio la carrozzeria montalese che, secondo gli inquirenti, era la vera e propria centrale della truffa ai danni delle assicurazioni con falsi incidenti». Pagliai si riferisce, in particolare, a un’iniziativa che si svolge ogni anno nella frazione delle Piastre.

E non è finita. Ancora più grave, secondo l’esponente Udc, sarebbe la seconda accusa, per la quale però si ha al momento alcun riscontro. «Ci risulta che fra le persone coinvolte in quell’inchiesta ci sarebbe anche un dipendente del corpo di polizia municipale». Pagliai parla di «pesante coinvolgimento» tanto che il vigile urbano in questione avrebbe già patteggiato una pena due anni fa. Ritirato fuori adesso, l’argomento era in realtà già stato al centro di un’interrogazione urgente di Pagliai datata 2 febbraio 2011. In sostanza, il consigliere chiedeva al sindaco se questa notizia rispondesse al vero. La risposta era arrivata dall’assessore al personale Alberto Niccolai, che ricordava a Pagliai che è l’autorità giudiziaria che «ha l’onere di segnalare all’amministrazione di appartenenza eventuali procedimenti relativi a dipendenti per fatti commessi in relazione alla prestazione lavorativa». Ma non risultava arrivato nulla. La stessa risposta è stata confermata ieri dall’assessorato. «Il Comune deve attivarsi comunque – replica Pagliai per nulla soddisfatto – così come ha dimostrato il recente caso Mazzotta.

«E io avevo chiesto che l’amministrazione si attivasse presso la Procura per accertare se la notizia risponde al vero. Non l’ha fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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