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«Spazi insufficienti e classi pollaio» proteste a Serravalle

«Spazi insufficienti e classi pollaio» proteste a Serravalle

SERRAVALLE. Classi-pollaio e spazi insufficienti nel nuovo polo scolastico di Casalguidi-Cantagrillo secondo il Comitato cittadino di Serravalle Pistoiese. «La capienza di 500 bambini annunciata...

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SERRAVALLE. Classi-pollaio e spazi insufficienti nel nuovo polo scolastico di Casalguidi-Cantagrillo secondo il Comitato cittadino di Serravalle Pistoiese. «La capienza di 500 bambini annunciata dall'assessore Simona Querci corrisponde a 29 bimbi per aula. Una classe con più di 22 alunni - sostiene il gruppo - diventa di quantità e non di qualità».

Qualche mese prima inoltre, durante la visita in cantiere presieduta dal sindaco Renzo Mochi e dal presidente Pistoiambiente Alfio Fedi, la capacità attribuita alle elementari in costruzione era di 425 unità (a fronte di 440 studenti previsti nel 2020). «I laboratori poi -fanno sapere dal Comitato - sono passati da 3 a 5 ma il progetto è rimasto invariato». Perplessità anche sulle proiezioni elaborate per i prossimi 8 anni. «Nel comune esistono 240 immobili attualmente disabitati: se la metà di questi venissero occupati e se il 50% dei nuovi residenti avessero un figlio ci sarebbero 60 bambini in più da accogliere ma nessuna aula disponibile per farlo».

Il nuovo polo inoltre non darebbe alcuna boccata d'ossigeno neppure alle materne. «Non è vero - dice Manigrasso -che una grande percentuale di bambini dai 3 ai 6 anni non richiede il servizio. Basta domandare ai genitori: vi diranno che sono stati costretti a portare i propri bimbi a Quarrata, Bonelle o Pistoia perchè qui non hanno trovato posto».

Il Comitato, oggi sceso in politica nella lista "Serravalle Futura", punta il dito anche contro la funzionalità della struttura. «Ci saranno alti costi per il mantenimento. D'estate sarà caldissimo e d'inverno bisognerà riscaldare un ambiente enorme. Tutto questo grazie a un edificio fatto per gran parte da vetrate».

E mentre Mochi dà la colpa ai 3 ricorsi al Tar subiti dal Comune per spiegare il ritardo accumulato, il Comitato accusa invece l'amministrazione stessa: rea di un affidamento dei lavori alquanto travagliato e, alla fine, andato a una società riconducibile alla stessa Pistoiambiente.(b.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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