Sicurezza
Sono più di 400 le persone assistite dal centro ascolto
Da gennaio a marzo le famiglie che hanno chiesto aiuto sono salite da 45 a 65 Il primo problema è quello della mancanza di lavoro. In aumento gli anziani
QUARRATA. Cento persone in più in meno di tre mesi: il centro di ascolto della parrocchia di Santa Maria Assunta da gennaio a marzo ha visto aumentare in maniera esponenziale il numero di famiglie in difficoltà che chiedono aiuto.
La mancanza di lavoro è il principale dei problemi, al quale seguono a ruota tutti gli altri: la difficoltà a pagare le bollette, a fare la spesa, a rimanere in pari con l’affitto, fino ad arrivare alle vere e proprie emergenze di chi, avendo perso lavoro e capacità economica, non ha più neppure una casa. Il centro di ascolto, nato nel 2007 per volontà del compianto don Mauro Baldi, cerca di tamponare al meglio i vari disagi, in collaborazione e a stretto contatto con la Caritas diocesana e i servizi sociali del Comune.
A fare un breve resoconto delle attività del 2011, fino ad arrivare all’impressionante picco di richieste dei primi tre mesi del 2012, è il responsabile Ettore Marziale.
«Al momento siamo circa 25 volontari - spiega -, ma viste le richieste sempre più numerose, ci vorrebbero molte più persone; non tanto per il centro di ascolto, quanto per i centri di distribuzione del cibo e del vestiario. Il centro è aperto due volte alla settimana, lunedì e mercoledì, dalle 17 alle 19. In realtà adesso, a causa del boom di richieste, pensiamo di anticipare l’apertura di un’ora».
Nel 2011 le famiglie assistite dal centro sono state 45 per un totale di 350 persone circa: «Si tratta – spiega Marziale – di famiglie numerose, in gran parte di cittadinanza straniera. Recentemente, però, si sono avvicinati molti italiani che hanno perso il lavoro e, proprio negli ultimi periodi, anche molte persone anziane, magari sole, che hanno una pensione bassa con cui finora riuscivano a campare, ma che, con l’aumento del costo della vita, non basta più per permettere loro di andare avanti».
Il dato impressionante, però, sta negli accessi di questi primi mesi del 2012: «Dal dicembre 2011 ad ora – spiega Marziale – le famiglie assistite sono passate da 45 a 65 per un totale di 450 persone che bussano alle nostre porte». La prima emergenza è sempre la mancanza di lavoro, ma il problema casa è un'altra questione scottante: «Ma non si potrebbe prendere un capannone abbandonato e ricavarci degli alloggi temporanei? – chiede Marziale - Il mio appello alla politica è che si pensi a un progetto lungimirante e a lungo termine perché non si può più andare avanti soltanto a mettere cerotti qua e là, arrabattandosi per tamponare le emergenze. Ci vuole una soluzione strutturale a una situazione in continuo peggioramento».
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