Il Tirreno

Pistoia

«Mazzata sui negozi del centro»

di Tiziana Gori
«Mazzata sui negozi del centro»

Commercianti del cuore cittadino in rivolta contro la politica dell’amministrazione comunale

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PISTOIA. La promessa è quella di consegnare venerdì in Comune una petizione con 400 firme di titolari e dipendenti dei 150 negozi del Centro commerciale naturale.

«Restituiremo simbolicamente - afferma il presidente Giuliano Bruni - le chiavi del commercio cittadino». Secondo gli esercenti entro la terza cerchia di mura «poco curato, scarsamente promosso, e ora minacciato nella sua esistenza dalle decisioni dell’ente locale».

La decisione a cui fa riferimento Bruni è il via libera della giunta alla nascita del Centro commerciale naturale del viale Adua, la cui richiesta formale era stata presentata nel maggio del 2011 dall’associazione “Le Botteghe di viale Adua”, che accoglie 51 attività commerciali e artigiane della zona.

Confcommercio e gli esercenti del centro storico hanno accolto di malumore la scelta della giunta, e all’indomani della notizia hanno convocato la stampa. Alla caffetteria del Museo Marini il presidente Bruni era in compagnia di consiglieri (e colleghi) altrettanto agguerriti: Emilia Marini (titolare di un negozio di pelletteria), Paolo Ceccarelli (abbigliamento), Renzo Cipollari (norcino della Sala) e Marco Leporatti (Confcommercio).

In gioco ci sono non solo gli «scarsi» contribuiti del Comune, ma anche quelli della Regione, a cui il Ccn attingeva attraverso la partecipazione a bandi. La fetta si fa sempre più piccola. «Gli stanziamenti comunali - spiega Giuliano Bruni - ammontano al 3% del nostro bilancio, circa 6-7mila euro annui. Il Comune di Montecatini finanzia il “suo” Centro naturale per il 40% del bilancio. Paghiamo da soli, perché il Comune non ha voluto compartecipare alle spese, i 2000 ticket da 1 euro per la sosta gratuita di un’ora che entreranno in funzione a breve.

«Mi sta bene - commenta Ceccarelli - che si chiuda il centro alle auto, ma allora facciamolo veramente diventare il salotto buono: pensiamo ai parcheggi, all’arredo urbano, alla segnaletica, alle panchine, a collegamenti efficienti con i bus. Che non ci sono. Tutto questo mentre perdiamo funzioni. Una su tutte l’Agenzia delle Entrate e le sue centinaia di dipendenti. Poi sarà la volta della Prefettura. I pochi interventi di miglioramento - vedi i recenti lavori di ripavimentazione delle vie centrali - sono causa di disagi per l’assenza di condivisione della programmazione».

Tutto questo, è la presa d’atto, mentre si rafforzano e acquistano centralità altre aree commerciali, «dotate della potenza di fuoco della grande distribuzione (Coop e Conad, ndr).

«Dopo quello di viale Adua - chiede Ceccarelli - sarà la volta di Ccn a Sant’Agostino? Un Centro naturale - commenta - è dove sono i monumenti, la storia, il cuore della città».

Bruni chiede la convocazione di un incontro con il sindaco Renzo Berti: «Auspichiamo un ripensamento della decisione della giunta». Nessuna intenzione non è quella di iniziare una guerra con “Le Botteghe di viale Adua”: «I colleghi fanno il loro lavoro e lo fanno bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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