Sicurezza
Tessile, la ripresa è durata lo spazio di un semestre
Brusca frenata nella seconda parte del 2011: calano produzione ed export Crescono del 15% le vertenze sindacali per il tfr e il pagamento degli stipendi
AGLIANA. Dopo la ripresa dal fiato corto della prima metà 2011, per il manifatturiero aglianese arriva una brusca frenata. Il settore registra un -7,4% nei livelli produttivi del secondo semestre con un netto peggioramento (-6,7%) della domanda estera. Alla flessione si aggiungono inoltre aumenti significativi delle vertenze per il pagamento di stipendi e tfr, del ricorso agli ammortizzatori sociali e del numero dei disoccupati usciti dalla mobilità senza un ricollocamento occupazionale.
Per il tessile e la maglieria, in dettaglio, il calo è dell'8.5%. Nei sei mesi precedenti, le attività locali avevano raggiunto, forti della boccata d'ossigeno iniziata alla fine del 2010, una crescita del 7% per la produzione e del 5% per gli ordini. Che quella di inizio anno sarebbe stata una ripresa illusoria lo avevano già annunciato le stesse aziende aglianesi: ben lontane, nonostante il segno positivo del report Assindustria, dai livelli del precrisi.
Alla fine di gennaio il 47% delle ditte ha registrato un peggioramento dei livelli produttivi rispetto all'annata precedente. Solo una su cinque ha invece dichiarato aumenti nella produzione. Sei mesi prima erano almeno il doppio a denunciare una tendenza positiva. Le aziende che resistono, inoltre, sono quelle strutturate, con un organico superiore alle 10 unità che, certo, non rappresentano la maggioranza delle realtà locali. I dati emergono dallo studio sulla congiuntura del settore manifatturiero elaborato dall'Associazione industriali. «I segnali che arrivano per il 2012 non sono confortanti - spiega Daniele Gioffredi della Cgil -. Quella degli imprenditori è una previsione sicuramente poco ottimista e ricalca le evidenze date dai numeri. Di trimestre in trimestre aumentano i disoccupati, soprattutto quelli senza ammortizzatori sociali. Ciò significa che solo in pochi vengono reintegrati nel mondo del lavoro e anche chi ritrova un'occupazione, spesso ha un contratto che non supera i tre mesi».
La ripresa dunque, è il caso, ad esempio, della crescita registrata nel primo semestre 2011, non è stabile ma legata alla stagionalità del settore. I lavoratori vengono chiamati solo nei periodi di necessità, attraverso forme contrattuali del tutto precarie. Gran parte delle aziende infine sono a secco di liquidi: così tanto da non poter sbrigare neppure le pratiche ordinarie. «In Provincia - spiega infatti Gioffredi - le vertenze per il recupero di stipendi o tfr, nel 2011 sono aumentate del 15% e questi primi mesi del 2012 non smentiscono l'incremento della vertenzialità. Sembra addirittura che l'attività si stia intensificando. Il dato è provinciale. Sulla Piana il peggioramento è ancora più significativo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google