Sicurezza
Caccia al veleno che ha ucciso il cucciolo
Il proprietario del Labrador ha sporto denuncia. Prelevato per le analisi uno dei gatti morti
QUARRATA. È caccia al veleno che ha ucciso il piccolo Ugo. Ieri, sulla morte del cucciolo di labrador, è stata sporta denuncia contro ignoti alla Polizia Provinciale, mentre martedì pomeriggio, nei terreni intorno a villa La Costaglia, a Quarrata, è intervenuta la Protezione animale per prelevare uno dei felini trovati senza vita a poche decine di metri dalla tenuta. Il gatto potrebbe essere l’ennesima vittima delle presunte polpette letali responsabili dei decessi e delle sparizioni avvenute nei giorni scorsi.
Non è esclusa neppure la riesumazione del cucciolo spirato l’ 8 marzo dopo 40 minuti di sofferenza e convulsioni. Le analisi sul corpo dell’animale potrebbero infatti servire a rintracciare la presenza di eventuali sostanze velenose e a chiarire le cause della morte. Determinato a non seppellire la verità sotto terra come ha dovuto fare col suo Ugo, Andrea Baldi Papini – al fianco, per i 6 mesi concessi, dello splendido labrador color cioccolato ucciso giovedì scorso durante la passeggiata del primo pomeriggio – sta facendo tutto ciò che in questi casi bisognerebbe fare. La sua famiglia è proprietaria della tenuta La Costaglia e lui, dopo la scomparsa dell’amato amico a quattro zampe, ha setacciato i terreni a caccia delle esche velenose. Ieri ha denunciato l’accaduto alla Polizia Provinciale.
«Siamo di fronte a un presunto reato – spiega il Presidente regionale dei Verdi, Lorenzo Lombardi – La denuncia è d’obbligo e serve a tutelare il territorio, gli animali e i cittadini. Chi ha ammazzato un labrador di 20 chili in appena 40 minuti è in possesso di un veleno letale e quasi certamente vietato. In dosaggi più alti quella sostanza può uccidere anche una persona. Lo stesso veterinario che ha tentato di curare il cane avrebbe dovuto predisporre le analisi per scoprire le cause della morte».
La clinica veterinaria pratese, a cui Baldi Papini ha affidato il suo Ugo ormai in fin di vita, non ha invece disposto alcun accertamento. Così il giovane quarratino, stordito dalla perdita, ha riportato a casa il cane e l’ha seppellito nel boschetto di famiglia. Il dubbio è nato pochi giorni dopo la morte del labrador, quando cioè i proprietari della tenuta sono venuti a conoscenza della scomparsa di una quindicina di gatti intorno alla villa. Alcuni corpi, tra cui quello prelevato ieri dalla Protezione animale, sono stati ritrovati nei campi vicini alla Costaglia.
Cinque giorni fa inoltre un altro cane della zona è morto avvelenato. I sintomi denunciati da Baldi Papini potrebbero essere riconducibili alla stricnina, sostanza usata per uccidere topi, volpi, cani e gatti. La vendita è vietata dal 2006. Basterebbero dai 50 ai 100 milligrammi di questo potente veleno per uccidere un uomo di corporatura media.
«Un atto ufficiale – continua Lombardi - serve a registrare il reato penale e a far intervenire le autorità competenti. Purtroppo sono ancora molte le persone che non denunciano. La psicologia di chi lascia sui terreni le esche è quella di un vigliacco e non bisogna aver paura di gente così».
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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