Il Tirreno

Pistoia

Scritte sui muri e rifiuti tra i vasi

di Tiziana Gori
Scritte sui muri e rifiuti tra i vasi

Il cuore della città chiede attenzione: alcuni esempi di ordinario degrado

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PISTOIA. Dalle cicche nei supporti stretti tra le mani dei giovani in bronzo dello scultore Roberto Barni, alle fioriere in via di Stracceria, alle tante scritte sui muri sparse qua e là tra i vicoli, al Pozzo del Leoncino sempre assediato da scatole di frutta e verdura, quando non di bici appoggiate sulla bianca pietra serena.

Il cuore della città ha bisogno di più ordine. Non è sporco e degradato come quello delle grandi città moderne, e non è focalizzando l’attenzione sulle cose che non vanno che si dà una fotografia realistica della città. Come riconoscono, anche su internet, alcuni turisti che l’hanno visitata, la bellezza di Pistoia riserva sorprese. Perché inaspettata. Ha una piazza medievale tra le più belle d’Italia, un centro ricco di storia e di arte, di buona gastronomia, che lasciano ricordi piacevoli.

Quella che potrebbe essere garantita è una maggiore pulizia, e per alcune scelte possono essere presi auspicati accorgimenti. In piazza della Sala, raramente è possibile vedere sgombro da cassette e bici appoggiate sul gradino il Pozzo del Leoncino, monumento non da molto restaurato.

I supporti in bronzo del gruppo scultoreo “Giro del sole” sono usati come posacenere. L’aspetto li ricorda, la collocazione - al centro di piazzetta dell’Ortaggio - forse “invoglia” i passanti che fumano a spegnere la cicca lì dentro, ma non è la loro funzione. Ci sono, per quello, le griglie poste lateralmente ai cestini dei rifiuti che si trovano in molte strade piazze.

Anche ieri poi, in punti difficili da raggiungere dalle macchine spazzatrici - come intorno ai fusti delle piante - eravano visibili accumuli di rifiuti.

Persone in pausa pranzo nei locali del centro fanno notare come i cassonetti per la differenziata occupino - vedi via dei Cipollini, punto d’unione tra piazzetta dell’Ortaggio e via Cavour - gran parte dello spazio.

I fondi sfitti sono tanti, e lo testimoniano le griglie in ferro arrugginite e le saracinesche abbassate. Le vetrate di alcuni di questi, come il caffé Valiani di via Cavour, vengono usati come tappezzeria per le locandine.

Vicolo dei Fuggiti ha i muri ricoperti di scritte con lo spray. È la via in cui sono più numerose, ma non è l’unica: ce ne sono altri in via del Giglio, via della Posta Vecchia, via del Duca.

In via Stracceria, davanti a un fondo in affitto, tre fioriere sono invase dai rifiuti. Toccherebbe al privato toglierli, ma il privato non c’è più, e lo sporco rimane nei vasi.

Intorno a diversi pali - in via del Duca, in via Roma - sono legate catene di bici. Basterebbero un paio di tronchesi per toglierle. Sono lì da anni.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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