Il dolore
Val di Luce capitale dello sci per disabili
Concluso il tour di quattro giorni dell’associazione Freerider Sport Event con l’ausilio dei poliziotti sulla neve
ABETONE. Lo sci alpino può essere accessibile a tutti. Lo dimostra il Monosci Tour organizzato dall'associazione Freerider Sport Events che, giunto alla 9ª edizione, si è fermato in Val di Luce dal 7 al 9 marzo. Il tour, che ogni anno fa tappa nelle principali stazioni sciistiche accessibili d'Italia, ha già istruito oltre 600 disabili all'utilizzo del monosci, un attrezzo composto da un solo sci con sopra applicato un guscio per la seduta del disabile che si sposta e affronta le curve con l'aiuto di due stabilizzatori. Circa 30 disabili di tutte le età fra paraplegici, tetraplegici e persone con spina bifida hanno preso parte alla 3 giorni in Val di Luce, cui si sono aggiunti alcuni disabili intellettivi relazionali accompagnati dai volontari dell'associazione "Pietraia" onlus di Firenze.
Per molti iscritti è stato il 1° approccio allo sci. Come tradizione, il Gruppo sportivo unità spinale di Firenze presieduto da Massimiliano Banci ha collaborato ad organizzare la tappa nella stazione abetonese diretta da Andrea Formento, una più attrezzate per disabili a livello italiano che brilla sempre per organizzazione e professionalità dello staff. Le mattinate sono trascorse in pista con le lezioni di sci tenute dai dimostratori Freerider, dai maestri locali abilitati e da due operatori del centro di addestramento alpino di Moena. Prezioso il servizio svolto della Polizia di Stato: gli agenti scelti Francesco Lazzereschi e Cristian Compiani (pattuglia di Abetone), il sergente Alberto Fanesini, l'assistente-capo Fausto Macchiarini e l'assistente Stefano Luzzi (pattuglia della Val di Luce), affiancati dal Corpo Forestale dello Stato e dai volontari Avssat hanno assistito i disabili durante gli esercizi e le discese sulla pista Sprella.
Evento nell'evento, il raduno del management mondiale dell'azienda sponsor Teleflex Medical, giunto ad Abetone per svolgere uno studio sui presidi sanitari per disabili. Presenti anche un operatore del Centro protesi di Budrio dell'Inail, il responsabile tecnico Freerider Nicola Busata, la presidente dell'Associazione spina bifida Italia. «Un'esperienza intensa e gratificante – racconta l'agente Lazzereschi – è stato emozionante portare persone con handicap fisico a sciare in pista con gli altri sciatori normodotati. Le abbiamo viste imparare, divertirsi e migliorare di ora in ora, passando dal tapis roulant, allo skilift, fino a salire in seggiovia».
La tappa dello skitour e la presenza di 8 atleti paraolimpici al trofeo Fratini 2012 si pongono in continuità con la più ampia vocazione del progetto "Sci senza barriere" . Venti maestri appositamente formati, parcheggi e spogliatoi accessibili, un hotel a 100 metri dalle piste sono alcuni degli accorgimenti che permettono a tanti disabili di sciare in Val di Luce. Una marcia in più che il direttore Andrea Formento sta già pensando di formalizzare, in accordo con gli altri comprensori accessibili come Sestrière, con un marchio italiano delle stazioni senza barriere.
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