Sicurezza
Breda, la città chiama in causa il governo
Documento unitario del consiglio comunale riunitosi ai cancelli: «Il ministro Passera si pronunci sul futuro del gruppo»
PISTOIA. Tenuto fuori dai cancelli dello stabilimento, ieri pomeriggio il consiglio comunale ha tenuto una riunione straordinaria in via Ciliegiole per riparlare della situazione di AnsaldoBreda. Si è fatto il punto su sette mesi di iniziative per respingere lo spettro della cessione dell’azienda da parte di Finmeccanica: e alla fine tutti si sono detti d’accordo che sul futuro dell’azienda ferroviaria occorre una parola finalmente certa e chiara da parte del governo, in particolare del ministro dello sviluppo economico Corrado Passera.
E proprio questo obiettivo è posto al centro di un ordine del giorno approvato da tutti i gruppi politici al termine dell’insolito consiglio riunitosi all’aria aperta, con la partecipazione straordinaria dei rappresentanti dei lavoratori, del presidente della Regione Rossi, del vicepresidente del Senato Vannino Chiti, dell’onorevole Lido Scarpetti, del vescovo Mansueto Bianchi, del presidente della Provincia Federica Fratoni. A rappresentare l’azienda c’era il responsabile relazioni esterne Francesco Butini.
Ad inaugurare la serie di interventi, il portavoce della Rsu Albano Tonioni, che ha descritto lo smarrimento dei lavoratori per un’azienda che sembra priva di indirizzi strategici e per questo incapace di sostenere un confronto, il tutto in un clima di lacerante incertezza per il futuro di tante famiglie.
Il sindaco Renzo Berti ha tracciato un bilancio dei sette mesi di mobilitazione della città contro l’ipotesi di vendita formulata per la prima volta a luglio dall’amministratore delegato di Finmeccanica (società proprietaria di AnsaldoBreda) Giusepe Orsi. Un bilancio con pochi aspetti positivi (il ritiro dei tagli agli interinali, il mantenimento dello stabilimento di Palermo) ma senza nessuna certezza per il futuro. Vannino Chiti ha approvato l’idea di convocare il consiglio comunale fuori dei cancelli dell’azienda, rimasti chiusi alla richiesta dell’istituzione. «La democrazia non è un’ospite nei luoghi di lavoro, non si può tornare indietro di 30 anni».
L’intervento più applaudito è stato quello del presidente della Regione Enrico Rossi, che ha precisato di essere ancora in attesa di veder fissato un incontro con il ministro Passera, mente l’ad di Finmeccanica dovrebbe riceverlo ma non prima di aprile. «Siamo in diritto di avere delle risposte» ha esclamato Rossi, ricordando che la Regione ha mantenuto gli impegni presi, in termini di treni ordinati alle Fs (si tratta dell’ordine dei treni a due piani Vivalto per 250 milioni) e di impegno sul Polo ferroviario di Firenze. Quello che manca, ora, è il governo, che deve dire una volta per tutte a Finmeccanica cosa deve fare della industria ferroviaria nazionale, se va dismessa o rilanciata. «Non solo Pistoia ma l’Italia non può perdere questo stabilimento. Pretendiamo risposte e non ci muoveremo finché non le avremo».
Sulla stessa falsariga l’intervento di Scarpetti, che ha insistito sulla convenienza economica di scommettere sull’industria ferroviaria.
Tra gli interventi dei consiglieri, Bartolomei (Fli) ha sostenuto che la vera garanzia per il futuro di Breda è il suo risanamento, non tanto il tipo di proprietà.
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