Sicurezza
Dieci imprese sono pronte ad aprire sulla montagna
Aderiscono al progetto di green economy otto aziende toscane e due di fuori L’annuncio di Oreste Giurlani (Uncem) durante la recente assemblea della Cna
MARCELLO. La crisi economica continua a mordere e si cerca di arginarla con soluzioni anche nel settore della green economy e dello sviluppo sostenibile. Temi divenuti ultimamente un cavallo di battaglia sul quale salire e domare. «La Regione Toscana metterà risorse economiche nel progetto Mo.To.Re. Siamo al termine del progetto e già ci sono dieci aziende, otto toscane e due da fuori pronte a venire in montagna, se troveranno le condizioni favorevoli». Così ha esordito Oreste Giurlani all'assemblea annuale della Cna, dedicata alla crisi economica in atto.
L'assemblea si è svolta a Campo Tizzoro alla presenza di un folto numero di imprenditori montani e dei massimi dirigenti della Cna provinciale e della Montagna, che hanno ospitato nella propria sede una rappresentanza di Uncem Toscana, guidata dal suo presidente Oreste Giurlani e da membri del suo staff che hanno fatto il punto sullo stato del progetto Motore. (montagna toscana ricerca energia). Progetto che molto sta a cuore agli imprenditori montani e provinciali perché è in grado di incidere sul futuro economico della montagna. Naturalmente ci sono diversi problemi da superare. «Intanto c'è da vedere quali vantaggi troveranno le aziende a venire in montagna, dove è risaputo i costi sono più alti che altrove – ha proseguito Giurlani – Poi c'è un secondo e non trascurabile problema costituito dal fatto che la Comunità Montana non è nella cabina di regia del progetto, per le note vicende che sta attraversando».
Questa affermazione è legata alla fase di transizione dell'assetto istituzionale che la montagna pistoiese deve affrontare, ma che ancora non ha definito. Andrea Gaggioli, presidente area montagna pistoiese, nell’intervento d'apertura aveva rilevato che siamo in un clima pre elettorale e che «la pubblica amministrazione è più spesso un ostacolo piuttosto che un partner. L'amministrazione comunale deve iniziare a "pensare" e ad operare con l'efficienza di una azienda. Il recupero dell'efficienza può liberare risorse strategiche da dedicare alla progettazione del futuro. Purtroppo gli strumenti pubblici non sono stati -fino ad oggi- in grado di guidare i processi, vedi i progetti Cii, la Strada dei sapori e dei colori, il Gal Appennino Pistoiese che non hanno concretizzato azioni importanti. Anche la stessa Camera di Commercio non è riuscita a convogliare iniziative e idee per condurre le imprese verso il domani».
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