Sicurezza
Acque in tempesta dentro il Pd
Gli uomini di Bartoli contro la segreteria: pulizie staliniste. Replica Pieracci: volete il manuale Cencelli
PISTOIA. Non accennano a calmarsi le acque dentro il Pd pistoiese, dopo l’assemblea comunale di martedì scorso che ha varato i criteri da seguire per la formazione della lista per le elezioni comunali.
Il documento finale ha ribadito l’esclusione delle personalità del partito che hanno sostenuto candidati alle primarie non Pd (molti erano schierati con Cecilia Turco). E se la lista accoglierà le diverse sensibilità, il segretario comunale Bruni, nella sua relazione, ha chiuso la porta alla candidatura del secondo arrivato alle primarie, il consigliere comunale uscente Pd Roberto Bartoli.E proprio dai suoi sostenitori (riuniti nel “Progetto Scegliamo Pistoia”) ieri è venuto un duro attacco alla dirigenza Pd. colpevole di voler «liquidare un progetto di rinnovamento e sostanziale apertura alla città».
« A noi pare che il Pd abbia deciso di escludere una forza di rinnovamento per potersi mantenere nelle solite logiche di potere che non vogliono tra i piedi chi pensa e ha un'altra mentalità... E' inaudito che una vera festa della democrazia, come sono state le primarie di Pistoia rischi di diventare un tentativo di pulizia interna di tipo stalinista».
Il Pd, scrivono ancora i sostenitori di “Scegliamo Pistoia”«vuole e deve essere il partito di tutti i suoi iscritti e di tutti i suoi sostenitori; come partito nuovo a "vocazione maggioritaria" deve garantire una effettiva tutela del pluralismo, il diritto delle minoranze ad essere rappresentate in modo congruo e attraverso quei candidati che loro stessi, in accordo coi criteri indicati dal partito, considerano rappresentativi delle proprie sensibilità e posizioni. Se tutto ciò venisse davvero a mancare si tornerebbe ai riti centralisti e ai veti della vecchia politica».
Anche un dirigente di lungo corso del Pd, Marco Giacomelli, ha preso carta e penna per protestare perchénon accetta «di essere “marchiato ed escluso” per aver legittimamente sostenuto la candidatura indipendente (Turco, ndr) alle primarie di coalizione. Impegnare i dirigenti Pd a sostenere solo candidati di partito, come votato dall’assemblea comunale, va considerata «una scelta politica non perentoria, perché in contrasto con le regole e i principi del Pd». Giacomelli conclude dicendosi «intenzionato a voler contribuire alla composizione della lista» e chiedendo «rispetto e partecipazione, come il Pd ha dimostrato di saper fare dopo le primarie per il presidente della Provincia».
Difende invece la dirigenza e in particolare il segretario comunale Paolo Bruni il responsabile dell’organizzazione Marco Pieracci, che attacca le prese di posizione di Bartoli: non si può – dice – utilizzare il risultato delle primarie (tra l’altro di coalizione) come fossero un congresso del Pd. Invece per Bartoli il partito è «un mero contenitore dentro il quale singoli capicorrente coltivano la propria leadership, rivendicando sotto il buon nome del pluralismo posti a loro assicurati: la versione moderna del manuale Cencelli che Bartoli sostiene essere la pratica normale di vita interna al partito».
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