Gioco
Lettera al ministro «Fuori legge la sede della questura»
Per Manzo l’edificio «non rispetta le norme sulla sicurezza» I sindacati di polizia dal sindaco, nasce un fronte comune
PISTOIA. Un fronte compatto in difesa del nuovo polo della sicurezza nascente all’ex Breda, la cui imminente apertura è adesso seriamente minacciata dai tagli governativi. E’ quanto emerso nell’incontro di ieri mattina nella sala del consiglio di palazzo di Giano, dove il sindaco Renzo Berti ha ricevuto rappresentanti delle istituzioni di tutta la provincia, parlamentari, consiglieri regionali, politici locali e i rappresentanti di tutti i sindacati di polizia e del personale civile della questura.
La novità di questi ultimi giorni, comunicata dal sindaco, è una lettera del questore al ministero, nella quale, fra l’altro, Manzo ricorda che l’attuale stabile che ospita la questura di via Macallè non è a norma, non rispetta la legge sul fronte della sicurezza. E non è questo l’unica situazione di degrado segnalata nella lettera del questore al ministro. Si parla dell’unica scala interna, del cortile malridotto condiviso con abitazioni private, del fatto che manchi una sala d’aspetto e chi va in questura è costretto a fare la fila fuori. «Siamo in una situazione surreale e paradossale – ha detto Berti, concetto poi ripreso dalla presidente della Provincia Federica Fratoni – Le forze dell’ordine che dovrebbero difendere la sicurezza dei cittadini, operano in un ambiente a rischio, che non rispetta le norme sula sicurezza».
Il sindaco ha ripercorso la storia della nuova questura, il cui iter è iniziato nel 1999 ed ha avuto un primo ok da parte del ministero l’anno successivo. Poi, in seguito, si è aggiunta la necessità di spostare anche la prefettura ed è nato così il progetto del polo della sicurezza nell’ex Breda, il nascente quartiere San Giorgio. Progetto sancito e sottoscritto dal governo attraverso il protocollo d’intesa sui costi della locazione siglato nel 2006. «Stiamo parlando di un’opera quasi finita e realizzata come un abito su misura per ospitare la questura e la nuova sede della polizia stradale – ha detto anche Berti – è impensabile e impossibile pensare per quell’edificio una destinazione diversa».
Da più parti si è levato un corso di solidarietà e di allarme nei confronti dei poliziotti e dell’altro personale della questura. A fare da portavoce delle varie sigle sindacali, c’era Simona Pierallini: «La notizia ci ha lasciato un grande amaro in bocca. Per 10 anni i lavoratori della questura, sia poliziotti che civili, hanno continuato a lavorare in condizioni indecorose nella speranza del trasferimento all’ex Breda. L’impegno del ministero era netto e inequivocabile, è stato lasciato che l’opera fosse ultimata». Pierallini, come tutti i relatori, hanno sottolineato il danno enorme per la coop Muratori e Sterratori con i suoi 70 lavoratori. I sindacati di polizia chiedono anche un incontro col prefetto.
Il senatore Lido Scarpetti ha annunciato l’intenzione sua e di altri parlamentari toscani di incontrare al più presto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. «Voglio augurarmi che la nota del prefetto sia stata un richiamo generale alla necessità di tagliare e risparmiare – ha detto Scarpetti – ma non sia un’intenzione puntuale mirata sulla questura di Pistoia».
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