Gioco
La ferrovia Porrettana chiuderà per lavori
In agosto l’eliminazione del binario doppio in alcune stazioni il comitato teme sia l’inizio dello smantellamento definitivo del servizio
PISTOIA. Ancora una chiusura, l'ennesima, è alle porte per la ferrovia Porrettana. Stando alle segnalazioni del comitato "Viva la Porrettana Viva", infatti, ad agosto come oramai succede da diversi anni a questa parte, Rete Ferroviaria Italiana eseguirà dei lavori di manutenzione lungo la storica linea che collega Pistoia a Porretta Terme con tutti i disagi che ne consegue, visto il servizio sostitutivo degli autobus che ha grosse difficoltà a raggiungere tutti i luoghi toccati dalla strada ferrata.
Il problema maggiore, però, sembra proprio la natura dei lavori. Come già fatto qualche anno fa a Valdibrana, i cantieri della prossima estate riguarderebbero l'eliminazione del binario di raddoppio dalle stazioni di Piteccio, Corbezzi e Molino del Pallone.
Per quanto concerne la prima località (la cui stazione non è più attiva da quasi un decennio), quel tipo di lavori erano già stati programmati mentre per Corbezzi e Molino del Pallone si tratterebbe di una novità assoluta. E, soprattutto, negativa.
Perché questo starebbe a significare che, dal primo settembre, l'unico punto di possibile scambio per due convogli che percorrono la Porrettana diventerebbe la stazione di Pracchia mentre oggi, seppur il numero di treni sia stato drasticamente ridotto un anno fa per lasciare spazio al servizio sostitutivo con gli autobus, anche a Corbezzi e Molino del Pallone i convogli si possono incrociare.
Perché questa mossa? Rete Ferroviaria Italiana ha un costo a chilometro per i binari che ha in dotazione ed, un semplice distacco in tre stazioni, può portare ad un risparmio da un punto di vista economico.
La critica che viene mossa dal comitato è quella che, così facendo, non si può pensare ad una valorizzazione anche in seguito della stessa "Porrettana" perché si continuerebbe nella strada di una lenta eutanasia che porta, nel 2014 alla scadenza del contratto con la Regione, alla totale dismissione della linea. Ovviamente, per ora sono solo timori e non c’è niente di confermato.
Fra l'altro, una soluzione del genere andrebbe contro al protocollo firmato da istituzioni locali e regionali nella scorsa estate: «La Regione Toscana si impegna a promuovere ogni azione utile e a ricercare possibili soluzioni per il mantenimento della perfetta funzionalità infrastrutturale della linea, in particolare della funzionalità degli incroci ferroviari, anche attivandosi presso Rfi per il perseguimento di tale obiettivo».
Parole precise quelle dell’intesa firmata anche dalla Regione, vedremo se saranno confermate nei fatti oppure no.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google