Il dolore
Cura delle fratture, tempi rapidi al Ceppo
PISTOIA. Sono stati 730 lo scorso anno i traumatizzati accolti e trattati dalla unità operativa di ortopedia del presidio ospedaliero del Ceppo. Numeri importanti e in incremento: nel 2010 gli...
PISTOIA. Sono stati 730 lo scorso anno i traumatizzati accolti e trattati dalla unità operativa di ortopedia del presidio ospedaliero del Ceppo.
Numeri importanti e in incremento: nel 2010 gli interventi erano stati 709 e nel 2009 684.
Ma il vero record è la tempestività: la gran parte degli interventi per i traumi accidentali vengono svolti entro massimo tre giorni dal momento dell’arrivo in Pronto Soccorso.
Incidenti stradali e domestici, cadute dall’alto, infortuni sul lavoro, che riguardano i pazienti con oltre 16 anni di età sono subito presi in carico dagli ortopedici perché il fattore tempo è determinante per il recupero rapido della funzionalità dopo una frattura.
«In genere operiamo i pazienti entro 48 ore dal ricovero soprattutto se le fratture riguardano le articolazioni maggiori come, ad esempio polso, femore, spalla, e -spiega il dottor Andrea Mazzoni- siamo in grado di farlo anche di notte data la presenza di un ortopedico sulle 24 ore che a sua volta attiva l’equipe chirurgica specialistica se l’urgenza non è rinviabile al giorno successivo come nel caso di frattura esposta.
«Siamo in grado di intervenire su tutte le tipologie di frattura – prosegue l’ortopedico – ad eccezione delle fratture vertebrali che vengono inviate ai più vicini centri di neurochirurgia e dei casi pediatrici che vengono trasferiti al Meyer».
Oltre alla riduzione dei tempi di attesa nell’urgenza traumatologica i pazienti possono contare anche su una rapida presa in carico da parte del servizio di riabilitazione.
«L’attività riabilitativa nel paziente traumatizzato inizia già in ospedale e poi può proseguire in strutture specifiche o al domicilio, tenuto conto delle condizioni cliniche ma anche sociali del paziente stesso – spiega ancora Mazzoni – così si evitano danni secondari come nel caso di pazienti anziani che se subito mobilizzati nella fase post operatoria evitano malattie ad altri organi ed apparati».
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